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Area marina protetta di Maratea, riparte l’iter per l’istituzione. Legambiente: “Regione e comune siano i protagonisti positivi”

redazione

Finalmente riparte l’iter per l’istituzione dell’Area Marina Protetta Costa di Maratea. Con la riunione  indetta nei giorni scorsi  dal Ministero dell’Ambiente, a cui hanno partecipato Assessorato all’Ambiente della Regione Basilicata e Comune di Maratea, riprendono quindi le interlocuzioni istituzionali rimaste al palo dallo scorso mese di febbraio subito prima della crisi pandemica. E si riparte da un punto fermo: l’Area Marina Protetta è una realtà sancita da un provvedimento di fine 2019 del Consiglio dei Ministri che ha stanziato una quota finanziaria di  500 mila euro per  la sua istituzione. “A questo punto – sostiene Giuseppe Ricciardi, presidente del Circolo Legambiente di Maratea – si tratta di dare effettivo avvio a quelle attività di studio e monitoraggio sull’ambiente marino di Maratea già stabilite a febbraio scorso e che verranno svolte da Ispra, Università di Napoli, Università di Salerno e Università della Basilicata. Tenendo però presente che la costa di Maratea è un ambito naturalistico-ambientale già ampiamente conosciuto e studiato”. “Infatti – continua Ricciardi – gran parte della fascia costiera rientra all’interno dei 3 Sic-Zsc (Siti di Importanza Comunitaria–Zone Speciali di Conservazione) denominati “Acquafredda di Maratea” nella parte nord della costa, “Isola di S. Janni e costa prospiciente” e “Marina di Castrocucco” a sud del Porto di Maratea. Queste aree sono passate, peraltro, da poche settimane, in seguito a delibera di Giunta regionale, sotto la gestione della stessa Regione. Per questi siti, inoltre, vige dal 2016 il Piano di Gestione denominato “Costa di Maratea” redatto sulla base di un’ampia mole di dati scientifici, territoriali e socio-economici. Ci sono, pertanto, da una parte le condizioni istituzionali ideali per accelerare l’iter istitutivo e dall’altra una solida conoscenza scientifica che può rappresentare la base su cui Ispra e gli altri enti scientifici coinvolti, potranno rapidamente definire la proposta di zonizzazione della Amp che dovrà interessare l’intera costa di Maratea”. “Questi importanti elementi – sostiene ancora Ricciardi – dovranno naturalmente essere accompagnati in questa fase dal pieno coinvolgimento di tutti i portatori di interesse locali, poiché è evidente che sarà solo con un corretto e trasparente percorso partecipativo che si potrà esprimere pienamente il valore dell’Area Marina Protetta, la cui istituzione non dovrà essere una mera applicazione di nuove regole restrittive ma, al contrario, dovrà porre le premesse per nuove e concrete prospettive di sviluppo sostenibile rafforzando la vocazione turistica del territorio e creando un marchio di qualità vincente. Un punto di forza per le politiche di tutela e sviluppo, ma anche un presidio e un deterrente contro le illegalità che interessano pure la costa e il mare di Maratea”. “Le aree protette – dichiara Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata – sono una scelta strategica per delineare le traiettorie di sviluppo. Esse rappresentano il migliore strumento per proiettare e promuovere la forza e l’identità dei territori, uno dei pochi antidoti allo spopolamento e alla sopravvivenza delle piccole comunità. Incrociare queste traiettorie sarebbe auspicabile per tutta la Basilicata e Maratea, con l’Area Marina Protetta, oggi può essere il simbolo di scelte importanti per l’intera Regione. Invitiamo pertanto gli attori in campo e quindi in testa il presidente della Regione, l’assessore Rosa insieme al sindaco di Maratea, ad essere interpreti del  cambiamento che serve alla nostra regione e veri protagonisti di questa fase storica”. “Legambiente – conclude Ricciardi – insieme al Comitato Pro Amp rinnova la più ampia disponibilità ad una piena collaborazione e continuerà ad impegnarsi con campagne di informazione e comunicazione con l’obiettivo di favorire la conoscenza delle tematiche connesse al percorso istitutivo dell’Amp e di rendere più costruttivo il confronto con e tra la cittadinanza. Allo stesso tempo vigileremo affinché il perimetro della nascente Amp rispetti i requisiti di tutela della biodiversità marina che stanno alla base della decisione di istituirla.”