Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Alzare la testa, aprire gli occhi e non negare ciò che accade intorno a noi.

di Lorenzo Peluso

In realtà, facciamo scorrere le nostre vite, fingendo di non vedere. Probabilmente è una sorta di scudo, che in modo automatico, alziamo per difenderci da un problema che spesso non conosciamo e dunque proviamo a rifuggire, da quella che è una responsabilità sociale che accomuna tutti, se interpretiamo il significato di comunità, nella pienezza della sua essenza. Dunque fingiamo di non vedere, un problema sociale grave che affligge le nostre comunità. Parliamo dell’uso ed abuso di droghe e di alcol. Probabilmente ci auto convinciamo che il problema è di altri; spesso è così. In realtà però, provate ad immaginare un corpo umano dove si manifesta un’infezione che, se degenera, può andare in cancrena e colpire anche altre parti del corpo. A quel punto il problema non è solo di quell’organo malato; insomma il rischio è per l’intero corpo. Il rischio è la vita stessa. Se mai può essere calzante questa metafora, allora è chiaro che il problema delle dipendenze in una comunità, l’esistenza stessa di persone, concittadini, che fanno uso ed abuso di droghe, di cocaina, di alcol, è un problema della collettività. Lo è perché l’età media delle prime assunzioni, specialmente quelle di alcol, si va abbassando e per gli adolescenti costituisce un rischio serio. Lo è perché il fatto stesso di poter trovare nella facile disponibilità, sostanze stupefacenti, a pochi passi, aumenta a dismisura il pericolo del diffondersi di comportamenti che sono pericolosi per i giovani che facilmente emulano atteggiamenti comuni. Di pari passo il discorso sul consumo di alcol, troppo spesso tollerato come abitudini. Si pone dunque la questione della responsabilità civile che passa attraverso l’interessamento di tutti su ciò che accade, non per mero pettegolezzo, ma per responsabilità sociale. Alzare la testa, aprire gli occhi e non negare ciò che accade intorno a noi. Non ci vuole molto per cogliere i segnali, spesso evidenti, di come, chi e quando, fa uso ed abuso di droghe e di alcol. E si badi bene, non è un problema di rispetto della privacy, perché se mai così fosse, allora la questione sarebbe ristretta all’intimità di un problema, perché le dipendenze sono un problema, che andrebbe affrontato solo dal punto di vista medico e sanitario. Lo è in parte per l’uso e l’abuso di alcol; non può esserlo per l’uso di droghe. Non lo è perché le droghe sono fenomeno di aggregazione sociale che spinge coloro che ne dispongono non solo all’uso personale, ma con la necessità di fare mercato, quindi alla diffusione, o spaccio; dunque il fenomeno diviene così criminale. Tutti sanno, nessuno dice. Il consumo di cocaina è diffusissimo. Persone apparentemente insospettabili che si celano dietro una vita dai contorni “normali” sono consumatori abituali di cocaina e tra i più giovani purtroppo anche l’uso di droghe sintetiche. Attenzione, non è più questione della cosiddetta “canna” che, inutile negarlo, è stata nel passato parte integrante del passaggio di gioventù tra gli eccessi. Qualche anno fa questo fenomeno che certamente esisteva ed ha interessato più o meno tutta la gioventù di allora, era certamente circoscritto all’episodio o al periodo. Finiva tutto li, con l’arrivo delle responsabilità e della maturità che segue i vent’’anni. I fenomeni attuali sono purtroppo di natura molto più grave e preoccupante. La stessa assunzione di eroina, erroneamente considerata finita negli anni ‘90, perché non più visibile per strada, in realtà non si è mai del tutto esaurita. Certamente, essa è diminuita. Nella Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia ci dicono che da circa dieci anni si registra una tendenza crescente, seppure non di numeri enormi, in termini assoluti. Lo dimostrano anche le inchieste giudiziarie. Se calano i sequestri di marijuana ed hashish, aumentano nettamente quelli di cocaina: dal 2018 al 2019 +127,2%. “I decrementi riguardano quasi tutte le sostanze, con eccezione della cocaina e delle droghe sintetiche – si legge nella relazione -. Spiccano, in particolare, gli scostamenti negativi riferibili ai derivati della cannabis, tanto per quanto riguarda l’hashish (-73,25%), che per la marijuana (-39,83%) e la presentazione in piante (-57%). Quanto agli scostamenti positivi, un vistoso aumento si registra per la cocaina che, in termini assoluti, quasi triplica i volumi caduti in sequestro rispetto al 2018 (+127,2%), raggiungendo la quota record di 8,4 tonnellate sottratte al mercato illegale“. Eccolo dunque il problema dell’oggi. L’uso ed abuso di cocaina, anche nelle piccole comunità. Per sconfiggere questo male non può bastare l’intervento delle forze di polizia. Per battere questo nemico che si è già insediato nelle nostre comunità occorre trovare la forza ed il coraggio di alzare la testa e di indicare, parlare, se necessario denunciare. E’ una battaglia questa necessaria per salvare vite umane, per salvare famiglie, attività commerciali. Una battaglia per restituire una società, una comunità diversa, sicura, ai nostri figli.