Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

A Padula (SA) domenica 2 febbraio la presentazione del libro “I Giardini di Bagh-e Babur”

redazione

Padula (SA) – Domenica 2 febbraio 2020, ore 17.30 presso la sala conferenze della Chiesa di San Alfonso Maria de Liguori, la presentazione del libro “I Giardini di Bagh-e Babur” del giornalista Lorenzo Peluso. Un ricco mosaico di descrizioni e argomentazioni, sempre filtrato dal serio e disincantato sguardo del reporter navigato, continuamente coinvolto nell’atto di deradicalizzare la distanza tra le distaccate ed aleatorie percezioni del lettore, e il vero volto del Medio Oriente. Il giornalista Lorenzo Peluso, con il suo ultimo libro  “I giardini di Bagh – e Babur” – dai giardini dell’Iraq alle sabbie dell’Afghanistan – (Graus Edizioni)   ha raccontato in anticipo i pericoli che si nascondevano dietro l’angolo, dell’equilibrio sottile e spesso labile come il confine che divide la notte dall’alba, dove ci cela la voglia di fare la guerra per giustificare azioni dettate da rancori oramai stratificatisi nel tempo. Si parlerà dunque di Kurdistan con l’autorevole presenza di Soran Y. Ahmad, Segretario generale dell’Istituto Internazionale di Cultura Curda a Roma. È esperto della questione curda. L’Istituto nasce a Roma nel 2012. È un organo attivo culturalmente, finalizzato alla promozione e alla diffusione della cultura curda in Italia con progetti culturali, amministrativi e politici. Le priorità dell’Istituto vi è lo sviluppo della cultura umanistica e scientifica, creazione di una rete internazionale di cultura curda, nonché educativa, sostenuta da esperienze di ricerca e di intervento sociale. Reti accademiche, pubblici, privati e appassionati hanno contribuiti alla sua creazione. Discuteranno del libro il sindaco di Padula, Paolo Imparato; don Vincenzo Federico, parroco della parrocchia di Sant’Alfonso a Padula; il Tenente colonnello Giovanni Graziano, dell’8° Reggimento di Artiglieri Pasubio di Persano. Modererà i lavori la giornalista Stefania Marino; conclude l’autore, Lorenzo Peluso.