Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

A dieci anni di distanza, Luiz Inacio Lula da Silva rimane persona Non Gradita.

di Lorenzo Peluso.

Nel febbraio del 2011, con un editoriale su quasimezzogiorno, trattavo la questione Lula – Battisti. Persona non gradita, questo il titolo. A poco meno di dieci anni, tanto c’è voluto, l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ammette per la prima volta di aver sbagliato a concedere asilo a Cesare Battisti e chiede “perdono alle famiglie delle vittime” dell’ex membro dei Pac. Ieri Lula ha detto di aver provato “un gran senso di frustrazione” quando Battisti, una volta consegnato alle autorità italiane, ha confessato i delitti per i quali era stato condannato, dopo aver fatto credere a molti la sua innocenza. “Non si dovrebbe mentire agli amici. Oggi penso che, come me, tutte le persone della sinistra brasiliana che difesero Battisti si sentano frustrati. Siamo stati delusi. E chiediamo scusa alla sinistra italiana e alle famiglie (delle vittime), perché lui ha commesso dei crimini e ingannato molta gente in Brasile”, ha detto Lula, in dichiarazioni riprese anche dal sito Uol. “Non so se ha ingannato molta gente in Francia, la verità – ha proseguito – è che molta gente lo credeva innocente. Noi abbiamo commesso questo errore e dobbiamo chiedere scusa”. Lula ha detto che non conosceva personalmente Battisti, ma di avergli dato asilo perché il suo ministro della Giustizia, Tarso Genro, diceva che era “innocente”. “Tutta la sinistra brasiliana, i compagni e molti partiti di sinistra e personalità di sinistra chiedevano che Battisti rimanesse qui”, ha detto ancora Lula. Tuttavia quella su Battisti, “non fu una decisione facile”, ha aggiunto, perché “l’ex presidente italiano Giorgio Napolitano, con il quale ho avuto lunghe conversazioni e tutta la sinistra italiana facevano pressioni perché il Brasile consegnasse Cesare Battisti”. Troppo tardi perchè gli italiani possano accettare le scuse di Lula. Troppe cose sono cambiate anche nella vita di Lula evidentemente. Oggi come allora, rimango dell’opinione che Luiz Inacio Lula da Silva è persona non gradita in Italia. Lula doveva avere allora rispetto per il popolo italiano. Quella di Cesare Battisti è una storia che riporta l’Italia indietro di qualche decennio, in quei Anni di Piombo che insanguinarono il nostro paese tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni ‘80. Come da lui ammesso è stato autore di diverse azioni criminali: oltre alle rapine, ci furono anche quattro omicidi. Arrestato nel 1979 per possesso di armi da fuoco e banda armata, due anni più tardi grazie a dei complici riuscì a evadere dal carcere di Frosinone. Iniziò così la sua latitanza prima a Parigi, fuggendo poi in Messico dove rimase fino al 1990: in quel periodo arrivarono le condanne in contumacia ai due ergastoli. Tornato di nuovo in Francia, grazie alla dottrina Mitterrand venne rifiutata la sua estradizione e così Cesare Battisti iniziò anche una carriera come scrittore di romanzi noir e di saggi politici. Quando Chirac prese il posto di Mitterrand all’Eliseo, il Consiglio di Stato francese diede il suo via libera all’estradizione ma l’ex militante dei PAC era già fuggito in Brasile iniziando così la sua latitanza nel paese sudamericano. Arrestato a Copacabana nel 2007 per il suo ingresso illegale nel paese, due anni più tardi ottenne lo status di rifugiato politico poi revocato. Scarcerato nel 2011, l’allora presidente brasiliano Lula si oppose alla richiesta di estradizione avanzata dall’Italia. Decisione questa poi confermata anche dalla Rousseff, che aveva preso il posto di Lula come presidente del paese carioca, ma con la vittoria dell’ultra conservatore Bolsonaro alle ultime elezioni il governo brasiliano ha cambiato idea. Bolsonaro ha spinto per l’emissione di un mandato d’arresto nei confronti di Cesare Battisti, iniziando anche le pratiche per la sua estradizione. L’uomo però nel frattempo aveva fatto perdere le sue tracce iniziando una latitanza. La fuga di Cesare Battisti è durata però fino al 12 gennaio, quando è stato arrestato a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) da agenti italiani brasiliani. Preso in custodia dalle autorità, per lui c’è stata una estradizione lampo con il suo arrivo in Italia. Per i fatti avvenuti durante la sua militanza nei PAC, Cesare Battisti in Italia è stato condannato a due ergastoli più a diversi anni di carcere per dei capi di accusa come concorso morale in omicidio, evasione, banda armata, rapina e possesso illegale di armi da fuoco. A dieci anni, la rivincita di un editoriale. Il giornalismo è anche questo, raccontare i fatti, la verità, sempre. ma anche prendere posizione e fornire un punto di vista diverso. Il tempo è sempre giudice assoluto della storia.