Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Vicenda Comunità Montane. Lo stano atteggiamento della CISL. Intervista al vicepresidente nazionale UNCEM, Enzo Luciano.

di Lorenzo Peluso.

Padula – non c’è pace per gli operai della Comunità Montana Vallo di Diano che sulla spinta emotiva, scatenata da alcune sigle sindacali, non sanno davvero a chi credere.

Una situazione paradossale che sembra quasi vada nella direzione di attribuire una serie di responsabilità all’indirizzo degli amministratori dell’Ente con sede nella Certosa di Padula, sui licenziamenti già effettuati e sugli invii delle lettere di pre-licenziamento, adottate dall’ente montano. Insomma una strana vicenda, denunciata dal vicesegretario nazionale dell’UNCEM, Enzo Luciano (nella foto), che addirittura riferisce di una sorta di complicità tra la Cisl e lo stesso Assessore regionale Severino Nappi. Una complicità che, come riferisce Luciano, è strumentale alla necessità di attribuire agli amministratori degli Enti montani la responsabilità di ciò che sta accadendo; un disegno preciso mirato contestualmente a coprire, viceversa, i ritardi e le gravi responsabilità del Governo regionale sulla vertenza Enti montani. Lo stesso Luciano non lesina critiche ed accuse pesanti alla Cisl che a suo dire, attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose, con dati e ragionamenti artatamente strumentali provano a scaricare le responsabilità su chi invece subisce scelte scellerate e l’incapacità di chi governa. Insomma, il balletto dello scarica barile con il cosidetto “cerino acceso” che primo o poi dovrà rimanere nelle mani di qualcuno. “L’atteggiamento della Cisl, afferma ancora Luciano – è vergognoso; rispetto a quanto stanno subendo i forestali ed il personale amministrativo, questi signori trovano ancora il tempo per depistare, coprire, rompere, dividere, al fine di ipotizzare e costruire scenari folli di privatizzazione del sistema, di carrozzoni regionali e di autorità terze per la gestione dei fondi del PSR” riferisce adirato lo stesso Luciano. Insomma una situazione che rasenta il ridicolo, considerando lo stato di grave indigenza delle centinaia di famiglie che sono rimaste, dallo scorso 1 ottobre, senza fonte di reddito. Luciano poi non si limita solo ad evidenziare questa strana circostanza ma soprattutto elenca una serie di richieste già inoltrate e presentate alla Giunta Caldoro per favorire lo sblocco della vertenza. “La Regione, anticipi subito il 50% delle risorse dei progetti PSR approvati – afferma Luciano –  ci dia la possibilità concreta con atti certi, di recuperare le spese effettuate ed anticipate dalle Comunità Montane, nei mesi passati, e sugli interventi di prevenzione incendi. Tolga il vincolo di non superare l’80% delle risorse del 2010, già abbondantemente superato, o modifichi la norma regionale che impone il licenziamento degli OTD al 30 settembre dopo la campagna estiva antincendio; insomma ci dica definitivamente che i progetti del PSR sono fuori da tetto di spesa dell’80% – aggiunge ancora Luciano – alla Cisl, con cui abbiamo interrotto tutte le relazioni sindacali sia nazionali che regionali, chiediamo un pò di umiltà e coerenza con il loro ruolo, e che smettessero di trovare sempre dei "capri espiatori", si concentrasse nella difesa dei lavoratori” conclude Luciano. Continua dunque questa sorta di battaglia tra “poveri” che, come i fatti dimostrano, ha molto di politico e poco, davvero poco di pragmatico. Una battaglia che ha già prenotato il prossimo campo di scontro, lunedi 17 ottobre a Napoli, a Palazzo Santa Lucia.