Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Vicenda Comunità Montane. Il disappunto di Enzo Luciano, responsabile nazionale forestazione UNCEM

redazione

"In questi mesi, abbiamo messo in campo un lavoro straordinario per rilanciare e sostenere la forestazione in Campania" inizia così la lunga intervista rilasciata da Enzo Luciano alla nostra redazione.
L’Uncem e gli Enti Montani della Campania hanno dato prova di saper interpretare i segnali innovativi e di modifica del “sistema montano”, per fare della forestazione, in una fase estremamente difficile, un asset importante dello sviluppo dei nostri territori. Il percorso individuato anche nella “cabina di regia”, ha ora, però, bisogno di una sua più chiara attuazione. Il senso di responsabilità dei Presidenti e Sindaci delle Comunità Montane ha fatto si che si continuasse a garantire, in ogni modo possibile, la cura e la manutenzione dei territori e non da ultimo, la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi (in regime di decretazione regionale di emergenza incendi), contemplando il più possibile anche il problema sociale ed occupazionale dei forestali (OTI ed OTD), nonostante, tra l’altro, l’approvazione dei Piani forestali con la riduzione del 20% come per legge finanziaria. Le risorse individuate ( oltre quelle già accreditate per 13 mil. c.a,  i 36 mil. di euro delle “rinvenienze” delle Province,  velocizzate dall’emendamento approvato in Cons. Reg. il 21 u.s, i 40 mil. delle mis. del PSR, attivabili dopo la imminente pubblicazione della graduatorie definitiva, anche se resta da risolvere il problema di un’anticipazione di queste risorse, da parte della Regione) risolvono, in buona sostanza, la copertura per i Piani forestali 2011. Riteniamo, però, che vada velocizzato il percorso, le CC.MM. ed i lavoratori forestali sono allo stremo, la situazione è drammatica e le risposte non sono adeguate. Non è possibile che ancora non sia stata pubblicata la graduatoria definitiva dei progetti (226 e 227 approvati, sul PSR), che le Province abbiano bisogno di un ulteriore passaggio in G.R. della Campania per accreditare le “rinvenienze” alle CC.MM. e comunque per ora solo il 30% (assurdo!!!!). Il rischio concreto che mentre “studiamo” il percorso “il malato” muore!!!! Inoltre, come documentato da varie CC.MM. (Montestella, Vallo di Lauro, Calore Salernitano, ecc.), bisogna attivare ogni ulteriore sforzo per individuare un’altra parte di risorse (25 mil. di euro c.a), per coprire le giornate di lavoro anche agli OTI, garantire tutti gli interventi dei Piani Forestali e soprattutto riuscire a fronteggiare le varie emergenze e messe in sicurezza (dall’AIB,  frane, smottamenti, ecc.), che ogni anno si verificano. L’Uncem ha individuato ed avviato  possibili percorsi integrativi delle attività forestali programmate,  che potrebbero da subito drenare  risorse utili: la manutenzione e pulizia delle pertinenze stradali della viabilità provinciale ricadente nei vari territori montani, con accordi tra Province e singole Comunità Montane, sostenuti dal Suo Assessorato ( esperienza già avviata per la Prov. di Salerno); l’attivazione di 15.mil. di euro, dell’ex Agensud con il Commissario ad acta ing. Roberto Iodice, di interventi di sistemazione idraulica-forestale coerenti con la Lex 267/98 e della Del. CIPE n.132/1999, su proposta delle Comunità Montane interessate e d’intesa con la Regione e l’Uncem Campania. Questo, in preparazione del lavoro che dobbiamo mettere in campo da subito per affrontare un 2012 altrettanto difficile sotto il profilo delle risorse finanziarie da assicurare al settore. Infatti, l’Uncem, unitamente all’Anci Nazionale e Regionale, sta lavorando d’intesa con le Regioni per il ridisegno ordinamentale delle realtà Istituzionali della Montagna. Un Lavoro che s’intreccia con il Decr. Legge 78/2010, convertito in legge n.122 del 2010, il DPCM in merito, la 97/94, e la Carta delle Autonomie in discussione, ma anche e soprattutto con le varie realtà territoriali. In Campania dobbiamo ribadire il ruolo fondamentale di agenzie di sviluppo territoriale delle Comunità Montane su ambiti omogenei, definiti ed obbligatori, che possono anche trasformarsi in Unioni Speciali di Comuni Montani per la gestione dei servizi e delle funzioni propriamente montane (come tra l’altro, già contemplato nell’art.1 della Lex reg. 12/2008). Per quanto ci riguarda, confermiamo la nostra piena disponibilità a riprendere il lavoro avviato sulle riforme normative che devono saper interpretare e rilanciare il settore forestale, in linea con le trasformazioni in atto. Una forestazione, come sempre sottolineato, più libera da una visione emergenziale o legata alle sole problematiche occupazionali dei forestali, più produttiva ed inserita in una visione economica, oltre che ambientale e di green economy.  La rivisitazione della lex 11/96 e della 14 deve saper  coniugare, quindi, innovazione, produttività e valorizzazione economica ed ambientale. L’importanza strategica del settore deve andare ben oltre gli attuali parametri di intervento forestale, rispondendo anche a logiche di mercato e di interlocuzione con aziende legate all’intero comparto. Vi è l’esigenza prioritaria che anche altri settori di competenza regionale concorrano a disegnare la nuova forestazione campana, al fine di valorizzare al massimo il ruolo della montagna e delle sue risorse. Aprire un tavolo di concertazione oltre che con l’Assessorato all’Agricoltura e Foreste, anche con l’Assessorato all’Ambiente, al turismo, alla Protezione civile, al lavoro, ecc. ci sembra fondamentale. Dobbiamo utilizzare i lavoratori forestali, anche in interventi sulle varie calamità naturali ed avversità meteorologiche : alluvioni, smottamenti, frane, emergenza neve, ecc… interventi che già le Comunità Montane garantiscono, ma fuori da ogni quadro normativo certo e di risorse. Non solo la prevenzione e lo spegnimento degli incendi boschivi, ma interventi di vera protezione civile in montagna. Possibilità di poter affidare ai nostri Enti Montani con i forestali, per far fare “cassa”,  funzioni nella gestione della filiera Foresta – legno – energie, biomasse forestali, produzioni energetiche da fonti rinnovabili e la produzione dei crediti di carbonio (co2), nel rispetto dei parametri europei entro il 2020. Così la filiera Foresta- legno – arredo, della fruizione dei boschi a fini turistici, del controllo e la vigilanza delle aree boscate e della montagna, interventi sulla caccia e la pesca, la manutenzione delle pertinenze stradali provinciali, i trasporti, nelle politiche sociali, per il verde pubblico dei comuni, la manutenzione delle aree forestali e dei rifugi montani, la sentieristica e la tabellazione, lavori in economia per progetti comunali e sovra comunali, anche sulle misure del PSR, ecc.  Questioni , tra l’altro, già recepite nella contrattazione nazionale e regionale del settore e che trovano quindi già i presupposti e le basi concertate e concordate tra le parti, per disegnare un nuovo ruolo al comparto ed ai lavoratori del settore idraulico agrario e forestale. Bisogna rivedere i parametri della lex 14 e favorire un prepensionamento dei lavoratori forestali (che potrebbe interessare centinaia di lavoratori nei prossimi quattro anni), con un aumento delle giornate degli attuali OTD fino alla loro stabilizzazione, evitando così l’attivazione del turn-over anche dopo il 2013, e garantendo braccia più giovani al settore. Ovviamente tutto ciò va sostenuto con forti interventi di formazione professionale. “Sportelli Forestali” per informare ed autorizzare l’uso delle aree forestali, in capo alle sole CC. MM. L’Uncem, ribadisce che gli Enti montani, con i lavoratori forestali, oggi sempre più professionalizzati e con esperienza consolidata nell’utilizzo di macchine speciali ed innovative, a sostegno del comparto forestale, sono una grande risorsa per la nostra Regione, una risorsa che va portata fuori da qualsiasi logica assistenziale e rilanciata in termini di risorsa economica. Confrontarsi sul settore, aprire da subito un tavolo interassessorile regionale, con i nostri Presidenti/ Sindaci delle realtà montane campane, significa trovare le risorse necessarie da “stabilizzare” nel bilancio regionale, significa solo razionalizzare  le risorse esistenti, evitando sprechi ed inutili doppioni e conflitti di competenze. Significa mettere in rete e rilanciare un sistema montano, una esperienza ed un lavoro consolidato negli anni, legato anche all’agricoltura di montagna, alle sue tipicità, al turismo, all’artigianato, alla gestione delle  nostre risorse in termini competitivi e di mercato. Questo vuole essere solo una sintesi del lavoro avviato, una prima traccia di lavoro approvato anche nell’ultimo Consiglio Regionale dell’Uncem Campania il 19 luglio u.s., che dovrebbe sostanziarsi con l’istituzione di una Commissione di lavoro tecnico- istituzionale, affinché, entro l’anno, si arrivi alla riforma della forestazione campana e delle leggi che la sostengano. Noi ci sentiamo già impegnati.