Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Veneriamo un egiziano

di Lorenzo Peluso

Sanza (SA) – Curiosità, certo, il Santo patrono era un egiziano. Spesso dimentichiamo le nostre origini e poi, con il tempo, con il susseguirsi degli accadimenti, neppure ricordiamo più chi siamo. In un tempo, come questo, dove ad esempio il tema delle migrazioni tiene banco, affiancato ad un sempre maggiore e crescente sentimento di distanza e per certi versi anche di razzismo, nei confronti di coloro che arrivano nel nostro Paese, provenienti dalla costa nord dell’Africa, è curioso ricordare ad esempio la storia di un santo, venerato in molte realtà del Mezzogiorno, che arriva dall’Egitto. San Sabino, martire in Egitto, che si festeggia il 13 marzo, soffrì molti tormenti ed infine fu gettato in un fiume. Sabino era un ragazzo di carnagione olivastra, nacque in Egitto, ma sotto la minaccia delle persecuzioni lasciò la sua casa, i genitori, le ricchezze e tutti i beni del mondo, al fine di nascondersi assieme ad altri cristiani in un piccolo rifugio al di fuori della città. Un giorno un mendicante, che era andato in cerca di cibo vicino al luogo in cui si nascondeva Sabino si presentò ai pagani e svelò il luogo del nascondiglio in cambio di due monete d’oro. Individuato fu quindi arrestato, legato e condotto dal Governatore Ario che, dopo molte torture, lo fece gettare nel fiume, all’anno 303 d.C. Qui termina la storiografia ufficiale su San Sabino d’Egitto. Il perché lo si veneri a Sanza, nel Cilento, quali siano stati i legami tra la comunità lucana-cilentana ed il Santo non è dato sapere. A Sanza, nella Chiesa madre, si conserva tra l’altro una preziosissima reliquia del Santo, parte dell’avambraccio. Una reliquia molto preziosa e delicata. Come sia arrivata a Sanza, quando, chi la portò e come nasce il culto e la devozione per il Santo è un ricordo che nei secoli si è parso con il sempre maggiore attaccamento della comunità alla Madonna della Neve. Singolare però il rito che vede in processione i due santi, durante i festeggiamenti per la Madonna della Neve in agosto. E’ proprio San Sabino infatti che portato in spalla dai fedeli va in contro alla Madonna di ritorno dalla vetta del Cervati, l’accoglie presso la cappellina del posto della Madonna e poi le fa strada accompagnandola fino in chiesa madre.