Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Unità nazionale. Ma quale?

150 anni dall’Unità.150 anni che dal punto di vista politico-sociale sembrano non essere minimamente trascorsi. L’opinione di un giovane studente del Vallo di Diano.

150 anni che non sono bastati per fare di noi italiani un unico popolo. Problema di non semplice risoluzione, come aveva capito già Massimo D’Azeglio quando pronunciò la sua ormai famosa frase: "Abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare gli italiani". Non è semplice infatti unire un popolo che per secoli è stato diviso in tanti piccoli staterelli in continua lotta fra loro. Lotte intestine che fanno sentire tutt’oggi i loro effetti, basti guardare per esempio i continui dissidi tra il Nord e il Sud della nostra Nazione per capire che noi italiani non siamo ancora un popolo, e viene da chiedersi se mai lo saremo. Sono ridicole tutte le discriminazioni che vengono fatte oggigiorno in Italia tra le due "parti" della penisola, come quando si sente dire che al Sud vi sono solamente persone ignoranti e "terroni", quando invece la maggior parte degli ingegnieri che lavorano alle grandi industrie del nord provengono dal meridione; oppure quando si sente dire che al Nord vi sono solamente scansafatiche e snob. Ma queste diffidenze e "scaramucce" non esistono solamente a livello nazionale, sono presenti ovunque, anche nella nostra piccola realtà, anche tra i nostri paesi o addirittura tra i quartieri della stessa città. Sono pregiudizi, e come tutti i pregiudizi sono sbagliati. Non bisogna generalizzare. MAI! Un’altro errore è il continuare a gongolarsi nel fatto che l’Unità è stato solo un inglobamento del Sud da parte del Regno di Savoia; può essere vero come può non esserlo, ma in qualunque caso oramai è fatta, "Alea iacta est", come disse il grande Giulio Cesare. Dobbiamo guardare avanti e lasciarci indietro queste inutili recriminazioni che non porteranno mai a niente. Guardare però avanti non significa separare una Nazione, come tenta di fare un sedicente partito del nostro governo,la Lega. No, guardare avanti vuol dire impegnarci tutti, nord, sud, est, ovest, per far finalmente diventare il nostro Paese un unico Stato e fare degli italiani un unico popolo, e l’unico modo possibile è collaborare mettendo da parte i pregiudizi. Magari riusciremo a scoprire aspetti degli altri di cui non sospettavamo l’esistenza. A tutti un bel pensireo di un grande dello scorso secolo: "Perchè ci sia vera unità, questa deve sopportare la tensione più pesante senza spezzarsi". (M. Gandhi)