Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un personaggio davvero particolare ed una passione smisurata per il passato. Sabino Curcio ed il suo museo.

di Andrea Angone.

Sanza (SA) – ne avevo sentito parlare ma non potevo immagginare che questo simpatico ed allegro personaggio potesse effettivamente possedere gran parte degli oggetti che hanno segnato la storia culturale ed antropologica del secolo scorso.
 Un vero gioiello che andrebbe non solo mostrato ma obbligatoriamente fatto conoscere ai giovani ed ai ragazzi in età scolare. Uno spaccato della società italiana e meridionale dello scorso secolo che lascia davvero senza parole. Si indicazione del mio direttore, alcuni gioorni fa, mi sono recato a far visita al signor Sabino Curcio, che in contrada Petraro, a Sanza, ha allestito un vero e proprio museo presso un fabbricato di sua proprietà. Un’esperienza unica, un tuffo nel passato, sembrava surreale poter guardare e toccare con mano i numerosissimi oggetti che da più di vent’anni il sig. Curcio sta collezionando, oggetti che raccontano la storia della cultura cilentana e non solo. Un luogo dove il tempo si è fermato, dove l’arte, la storia, la cultura e la tradizione si fondono insieme in un connubio perfetto lasciando il visitatore a bocca aperta. All’interno della struttura è possibile ammirare di tutto: orologi antichi, foto, libri, macchine da scrivere, radio, televisioni, telefoni, penne, tantissimi oggetti da lavoro, piatti in ceramica, automobili, tra cui una bellissima Fiat 600 serie limitata, registri di scuola del 1920 e tanto altro. Una vera e propria aula degli anni ’20 con i suoi banchi, la cattedra, la lavagna, il registro scolastico ed i quaderni, le carte topografiche e geografiche dell’Europa che fu. Insomma, un mondo tutto da scoprire, un pezzo di storia che appartiene ad ognuno di noi, e che il sig. Sabino ha saputo preservare per mantenere viva una memoria storica importante per il presente e per il futuro. Sarebbe davvero interessante immaginare il museo (dislocato in due strutture) in un contesto all’altezza della situazione, potrebbe essere oggetto di attività didattiche, una meta turistica o semplicemente un luogo dove trascorrere un po’ di tempo. Purtroppo a volte non ci rendiamo conto delle possibilità di sviluppo culturale ed economico che il territorio e le persone hanno da offrirci, l’impegno e la passione che ha il sig. Sabino nel ricercare gli oggetti è entusiasmante, la sua pazienza nello spiegare ogni singolo oggetto, sono risorse che non vanno sprecate." Io non chiedo nulla se non che qualcuno mi aiuti a rendere visibile e fruibile questa mia passione – ci dice Sabino – credo che questo sia un patrimonio da condividere con gli altri e soprattutto con i più giovani" continua ancora Sabino. "Il mio desiderio sarebbe quello di vedere il tutto allocato in una struttura idonea che possa ospitare scolaresche ed appassionati; io credo che questo patrimonio possa fornire tanto da un punto di vista culturale e che se valorizzatto nel modo giusto possa divenire anche attrattore di turisti e visitatori che qui nel Cilento sono alla ricerca del particolare e della trazione locale" conclude Sabino. Insomma un personaggio, Sabino, inserito in un contesto davvero d’altri tempi. La speranza ora è che le istituzioni locali o comunque qualche imprenditore interessato al progetto, possano condividere l’iniziativa e ne possano apperzzare la ricchezza magari per realizzare il sogno nel cassetto di Sabino  e per dotare la comunità locale di un vero e proprio scrigno prezioso di ricordi e di valori d’altri tempi. (nella foto sotto, Sabino Curcio, a destra, con il fratello, don Antonio Curcio).