Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un pazzo idiota di nome Kim Jong-un.

di Lorenzo Peluso.

kim

La parola guerra fa paura. E’ normale. Certo però il mondo, dall’alba dei tempi, ha vissuto sempre momenti di altissima tensione grazie alla follia di pochi. Ora, più che mai, siamo sull’orlo di una crisi di nervi internazionale. Al centro la follia di Kim Jong-un. Il leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea, la Corea del Nord. Un uomo di cui in realtà conosciamo ben poco. Al potere dal 18 dicembre del 2011, giorno successivo alla morte del padre, Kim Jong-un ha da subito dimostrato al mondo che da quel momento nulla sarebbe più stato come prima. Un folle, acclamato da un popolo sottomesso e terrorizzato. In realtà lui, gli strumenti per sottomettere il popolo coreano li ha utilizzati fin da subito. Il mondo intero ha iniziato a capire quando quest’uomo, goffo nei modi e persino ridicolo nell’atteggiamento, fosse un idiota perso nella sua follia quando si sparse la notizia dell’omicidio brutale dello zio Jang Song Thaek che, secondo alcuni media, sarebbe stato divorato vivo da cani affamati. Jang sarebbe stato buttato nudo in una gabbia insieme a cinque stretti collaboratori. I 120 cani presenti nella gabbia che non venivano nutriti da tre giorni avrebbero ucciso e divorato i condannati. L’orribile esecuzione sarebbe durata circa un’ora ed il leader nordcoreano vi avrebbe assistito assieme a 300 alti funzionari. A destare ulteriore scalpore fu la notizia della morte della ex fidanzata di Kim, fucilata insieme ad altre undici persone. Era l’agosto del 2013. Secondo fonti sudcoreane, la donna, Hyon Song-woi, e gli altri undici condannati sarebbero stati arrestati tre giorni prima dell’esecuzione e accusati di pornografia per essersi fatti fotografare mentre avevano rapporti sessuali. Hyon era una cantante e gli altri facevano parte di gruppi musicali. In realtà, la propaganda mediatica di Kim Jong-un mostra al mondo sterminate folle che lo acclamano. Verrebbe da pensare, all’occidentale maniera, che il popolo è sovrano ovunque, anche in Corea del Nord. Si, la democrazia, quella. Nelle prime elezioni locali della dittatura comunista dall’insediamento di Kim Jong-un, sulla scheda elettorale era presente il nome di un solo candidato per ogni distretto e ognuno di loro era stato attentamente selezionato dal partito di Kim. Inoltre chi votava con la matita rossa (voto negativo) come chi si asteneva, veniva accusato di alto tradimento. La democrazia, quindi.  Ancor più bizzarra, diciamo così, la scelta compiuta il  30 aprile del 2015 quando il folle Kim decise di giustiziare il responsabile della Difesa Hyon Yong-chol, alla guida delle forze armate popolari. Un plotone d’esecuzione munito di armamenti pesanti, tra cui anche un cannone antiaereo ne devastarono il corpo. La colpa di Hyon Yong-chol sarebbe stata quella di addormentarsi durante un evento militare presieduto dal capo del regime, Kim Jong-un e di non aver seguito a dovere le istruzioni del dittatore. Un pazzo che ha fatto giustiziare anche l’architetto Ma Won-chun. L’architetto aveva progettato e realizzato il nuovo terminal dell’aeroporto di Pyongyang. Ma alla vista dell’opera Kim rimase assolutamente insoddisfatto e dunque decise, seduta stante, che fosse giustiziato per l’incapacità di realizzare una struttura di gradimento del capo di Stato. Insomma, potremmo continuare; tante davvero le follie di un pazzo che costantemente minaccia il mondo con il suo giochino pomeridiano, una sorta di Play Station dove il lancio di missili intercontinentali rappresenta la sua folle guerra nucleare al mondo. Un gioco per lui che non è per nulla virtuale per il mondo, soprattutto per la vicina Corea del Sud e per il vicino Giappone. Quanto possano essere veritiere le sue minacce di guerra nucleare, davvero è impossibile stabilirlo. Di certo però c’è che la costante minaccia di lanciare i suoi giocattoli bellici ora più che mai è mal sopportata da tutti, anche dai vicini cinesi che intanto stanno a guardare. Quanto ancora gli americani, soprattutto, saranno in grado di sopportare è difficile dirlo, tanto più che è praticamente impossibile agire, come spesso la CIA ha fatto in altre realtà, ad esempio del sud America, sostenendo le opposizioni interne e provando a ribaltare magari con un golpe il dittatore Kim. Sembra, paradossalmente, che neppure esista un fronte interno anti Kim Jong-un. Dunque cosa aspettarsi nelle prossime ore?