Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un muezzin per i fratelli mussulmani.

di Lorenzo Peluso.

Non riesco neppure ad immaginare un’atmosfera diversa in un qualsiasi villaggio mediorientale senza il richiamo del muezzin. Dall’alto dei diversi minareti che si scorgono mirando le cittadine irachene, arriva il richiamo di una voce melodica alla preghiera. Se vivi la città, il quartiere, il villaggio, allora ti abitui quasi a quel richiamo costante alla preghiera, cinque volte al giorno. Mi è capitato in Iraq, ad Erbil e Mosul. Mi è capitato ad Herat, in Afghanistan. Stessa sensazione vissuta anche nei villaggi mussulmani kosovari. Affascinante la bellezza della Grande Moschea Blu ad Herat. Bella ed intensa la suggestione della Moschea di Prizen in Kosovo. Profondo il richiamo del muezzin dalla Moschea Di Al Sawaf ad Erbil, in Iraq. Al viaggiatore occidentale, curioso, desideroso di capire e comprendere non sfuggono i gesti ed il rituale della preghiera in moschea. Il  takbir, portando le mani vicino al capo, con il palmo aperto  rivolto in avanti. La voce corposa che innalza al cielo la frase “Dio e’ il piu’ grande”. Poi la recita del versetto. Tutti in piedi poi, con le mani incrociate sul ventre a recitare il capitolo iniziale del Corano ed altri versetti. Poi ancora, altri tre versetti. Suggestivo poi l’inchino dei fedeli e con le mani sulle ginocchia, ripetendo tre volte una frase dedicata a Dio. E’ la preghiera. Dunque come non chiedersi se la bellezza della preghiera, per coloro che credono,  sia l’ispirazione al bene, al bello, al mondo. Come poter immaginare che sia la preghiera ad ispirare il male, l’odio, il terrore. Non può essere. Non è possibile. Se il Dio, in ogni forma conosciuta o sconosciuta che sia, nei modi e nelle gesta di coloro che credono, di qualsiasi credo, mussulmano, cattolico, ebraico, induista, parla agli uomini con la preghiera allora non può esistere un Dio che possa ispirare al male. Cosa non fanno i fratelli mussulmani? Cosa non hanno compreso del mondo? Cosa gli impedisce di comprendere il senso della pace universale? Credo la mancanza di conoscenza. Sono certo, la paura dell’altro. Il timore del confronto e della condivisione. Dunque non è un problema di fede, di religione, di credo. E’ e rimane un problema  di cultura. Un occidentale non ha timore di entrare in Moschea, di ammirare i riti e la sacralità. Di comprendere il bello di una cultura diversa, antica. Di vivere la suggestione del canto e della preghiera. Un occidentale ama scoprire, apprezzare, vivere la bellezza del mondo, con tutte le sue sfumature. la bellezza è la materializzazione del Dio. Un concetto questo espresso in tutte le religioni, anche quella islamica. Perché dunque privarsi del godere della bellezza? Perché nascondere il bello, in ogni sua forma? Dunque è questo il problema. Non potrà mai coesistere il credo islamico con la visione occidentale del mondo se prima chi professa l’islam non si apre davvero al mondo, alla bellezza del mondo e dell’altro. Dunque ora, più che mai, è il momento che nelle moschee del mondo si innalzi un muezzin per la pace. Non possiamo più accettare, nelle nostre città, nella nostra società, coloro che non hanno voglia di vivere il nostro tempo nel rispetto degli usi e dei costumi che la storia ed i secoli hanno stratificato. Nell’entrare in moschea, un occidentale toglie le scarpe; si avvicina alla fonte e bagna i piedi, il collo e la faccia. Cosi si deve fare. E’ il rito. Nel vivere in Europa, in Italia, in America, ogni musulmano deve quindi aprirsi, deve condividere, deve vivere nel rispetto e nelle regole, anche quelle non scritte, di un popolo diverso, di un credo diverso. Non scegliamo dove nascere; questo ci è impedito. Scegliamo però dove vivere. Dunque, fratelli mussulmani, se decidete di vivere qui, in Europa, in Italia, allora occorre che accettiate il nostro modo di vivere la libertà di esistere. Anche quella di non credere ad alcun Dio. Se è qui che volete vivere, allora occorre che vi ribelliate al terrore. Non potete più continuare a vivere nell’oscurità di una fede che parla di pace ed amore e che si mostra con l’odio ed il terrore. Se è il benessere dell’occidente che desiderate allora occorre che vi liberiate di coloro che professano il male. Chi odia l’occidente non può vivere nelle nostre  città. Chi ama il mondo, la vita, la libertà allora può sentirsi cittadino del mondo. Innalzate dunque un muezzin per la pace e contro l’odio. Isolate chi in mezzo a voi costruisce muri ed alimenta odio. Vivete, almeno per una volta, accettando il bello che anche il vostro Dio ha creato. Altrimenti rinunciate. Rinunciate alla vita. Chiudete le vostre case; ritornate nella vostra terra e che Dio vi assista.