Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un libro da leggere. Come la sabbia di Herat. Memorie di viaggio di una donna in guerra

redazione

Un libro da leggere, per capire. E’ certamente l’ultimo libro di Chiara Giannini “Come la sabbia di Herat”. Un libro reportage  sull’Afghanistan che è stato negli ultimi anni del XX Secolo teatro di guerre e conflitti che hanno determinato la geopolitica del Medioriente. Dalla guerra contro l’Unione Sovietica del 1978, fino all’attuale conflitto (iniziato nel 2003 e ancora in corso). Chiara Giannini, giornalista esperta, lo racconta in modo sincero e spassionato, tracciando la sua esperienza e raccontando le storie nelle quali si imbatte.  Chiara Giannini lavora per il Giornale,  ha collaborato anche con il Tempo e il Tirreno. Si occupa di difesa, terrorismo e Medioriente.   Ha curato numerosi reportage in Afghanistan, Libia e Tunisia.  Chiara Giannini in questo suo lavoro prende per mano il lettore e lo porta con sé attraverso la sua storia personale e le sue guerre, che si incrociano e si perdono nell’Afghanistan. Un cammino che porta in Tunisia; davanti a un camion impazzito pronto a esplodere o su un elicottero. Vediamo la lapide che ricorda i caduti italiani e ascoltiamo il suono di tromba. Voliamo alti in linea volo, con le vertigini e il cuore in gola. Scopriamo gli scarponi pieni di fango e i giubbotti antiproiettile; i Buffalo, gli ied e le piastrine di guerra. Attraverso i suoi occhi e le sue parole incontriamo David, Francesco, Mario, Tiziano. Annarita, le carcerate, gli orfani. I profumi e i sapori di quella terra così lontana. Il buio dopo il coprifuoco. Ma scopriamo anche la solitudine, la forza, il coraggio e la tenacia di una vita combattuta, vissuta sempre al limite, senza mai mollare, con la testa alta di fronte alla prossima guerra: «Hai un sussulto, perché sai che non hai molto tempo per farti trovare pronta. Sei consapevole che i primi colpi inizierai a sentirli a breve e ti prepari. Indossi la tua armatura migliore, prendi la tua spada più lucente e affilata e la sguaini. Gli occhi dritti al futuro.» Prefazione di Alessandro Sallusti.