Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un grande archivio fotografico del Parco del Cilento

redazione

Salerno – L’obiettivo principale è la creazione di un grande archivio fotografico del Parco del Cilento, composto dalle immagini, in analogico, scattate nel corso del 900. «Le foto sono le produzioni analogiche che più vengono conservate, rispetto a cassette o dischi, facendo parte della memoria identitaria» dice Alessandro Imbriaco, ideatore e curatore del progetto generale. Fotografo, 39 anni, romano ma originario del Cilento, ha pensato di partire da Bellosguardo (Salerno): dall’11 al 22 agosto le vie e i vicoli del borgo, durante il festival «Rural dimensions», ospiteranno le mostre frutto del lavoro di digitalizzazione delle fotografie di 23 famiglie del luogo. Oltre 5.000 immagini che raccontano momenti di vita pubblica e privata dalla fine dell’800 al 2006, quando la fotografia digitale ha definitivamente preso il posto della classica. «Bellissime le foto in cui veniva mostrato un bimbo nel vestito del battesimo, con la madre che si nascondeva dietro una tenda reggendolo, per dargli centralità» racconta l’ideatore. Che aggiunge: «Pensiamo che la storia di Bellosguardo possa essere, in sintesi, un racconto efficace dell’Italia del 900». Spesso, infatti, le foto costituiscono mezzo di comunicazione affettiva, come nel caso di quelle inviate o ricevute dai parenti emigrati all’ estero soprattutto dal Sudamerica, meta ricorrente nell’ emigrazione dei cilentani – con i messaggi scritti a penna sul retro.