Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un giorno all’improvviso e non sarà mai più quel che è stato

Un giorno all’improvviso. Ti ritrovi accanto una persona diversa; non la riconosci, non è più lei. Neppure tu sei più chi sei, per l’altro. Inizia così un cammino sconosciuto su un sentiero inesplorato di cui di tanto in tanto hai sentito parlare, ma che mai avresti immaginato così arduo. Ti cambia la vita e cominci a convivere con gli effetti devastanti di un male oscuro e silenzioso. La demenza é un insieme di sintomi dovuti ad una malattia che colpisce il cervello e che comporta un peggioramento progressivo delle facoltà mentali, la perdita di memoria, le difficoltà del linguaggio, la capacità di ragionamento, la capacità di riconoscere oggetti e persone. A questi si affianca man mano la perdita di affettività ed emotività con stati di depressione alternati ad ansia. Spesso anche stati di aggressività e agitazione. Ti ritrovi così a convivere con un tuo affetto, tra i più cari, che non riconosci più. Inizia il senso di frustrazione perché nulla puoi fare per darle aiuto, non puoi fare nulla, nonostante i tuoi sforzi per lenire le sue sofferenze. Di demenza senile in Italia soffrono circa 1,2 milioni di anziani. In Europa si stima che la demenza di Alzheimer rappresenti il 54% di tutte le demenze con una prevalenza nella popolazione ultrasessantacinquenne del 4,4%. La prevalenza di questa patologia aumenta con l’età e risulta maggiore nelle donne, che presentano valori che vanno dallo 0,7% per la classe d’età 65-69 anni al 23,6% per le ultranovantenni, rispetto agli uomini i cui valori variano rispettivamente dallo 0,6% al 17,6%. Ti ritrovi così a non capire cosa dice, di cosa ha bisogno, di cosa si lamenti. Non puoi aiutarla, questa è l’unica amara sensazione che avverti, ogni giorno. La notte non è più notte. Non trova pace a letto e non la trovano neppure le persone che le stano accanto. Si alza per andare chissà dove. Con fatica la si riporta a letto, sono le 3.00. Poi dopo pochi minuti si rialza. Così fino all’alba. Di giorno è un continuo agitarsi. La vita stravolta delle persone che le stanno accanto. Nei pochi momenti di lucidità cerca quella figura che comprende essere colei che di lei si prende cura. Spesso capita di leggerle negli occhi il panico per un solo istante che non la vede intorno. Ti cambia la vita l’Alzheimer, la cambia a chi ne soffre, la cambia ancor di più a chi li vede soffrire. Spesso, sembrano avere la lucidità di poter affrontare un discorso, un qualche cosa da dire, ma è un’illusione che dura qualche istante, giusto il tempo di renderti conto che non riesci a comprendere cosa  sta provando a dirti. Spesso sembrano ripercorre eventi e fatti del passato; poi ti accordi che non ricordano neppure ciò che è successo qualche istante prima. Se ne hai il tempo, ti capita di guardare negli occhi il dolore e la sofferenza, l’impotenza, di chi si prende cura di loro. Poi magari, se sei fortunato, puoi assistere anche a momenti commoventi. Un’anziana donna, spaesata ed impaurita, che si piega a cercare i piedi, si i piedi, dell’amata figlia per baciarglieli e sentirle dire: “figlia mia, perdonami”. In un momento di lucidità, di assoluta consapevolezza di una condizione che non è umana, non è dignitosa, la senti implorare perdono. Per cosa, viene da chiederti? Per un male oscuro e maledetto che cancella memoria e sentimenti, parole e gesti. Sono pensieri privati questi, che però è giusto condividere.  perché tutti dobbiamo essere consapevoli che l’ invecchiamento è una tappa della vita che richiede l’accettazione dei cambiamenti dell’esistenza, la propria e quelli delle persone a noi care. Ti cambiano così all’improvviso le dinamiche relazionali che coinvolgono in particolare l’ambiente familiare. Per i malati di demenza senile la famiglia rimane il punto di riferimento più efficiente per assistere a livello domiciliare le persone anziane.  La sintomatologia della demenza, conseguente alla grave compromissione delle funzioni cognitive, è caratterizzata da una disabilità progressiva la cui gestione clinica ed assistenziale risulta estremamente complessa. Nessuno ti aiuta e nessuno ti può aiutare. Ecco il proliferare di tante, troppe RSA, le residenze per anziani, di cui tanto si parla in questo tragico momento di emergenza Covid. Perché non tutti hanno la possibilità, il coraggio e la forza, di prendersi cura di persone anziane che un giorno all’improvviso ti cambiano la vita, per sempre. E’ un’esperienza drammatica che avevo già vissuto con mio nonno; ora la rivivo ancora, con un altro affetto caro. Non trovi le parole per confortare i figli, nel vedere la sofferenza di una madre. Ti capita spesso di non trovare neppure la forza, per provarci ancora. L’impatto della malattia e la sua gestione, tra le mura domestiche, porta cambiamenti familiari e organizzativi importanti, per il tempo da dedicare alla sorveglianza, alla cura, alla conciliazione con gli altri impegni lavorativi e relazionali. Cambia la gestione dei rapporti sociali extrafamiliari, cambia la struttura familiare. Quel malato di oggi, un tempo genitore capace di cure e di sostegno, diviene il “bimbo” bisognoso di cura e di attenzione, ponendo i figli nella condizione di assaporare l’amaro dolore della rinuncia dell’identità del proprio caro. Accade così, un giorno all’improvviso e non sarà mai più quel che è stato.