Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Un esecutivo “neutrale” a guida Cottarelli. Il travaso di bile di Salvini.

redazione

In oltre 70 anni di storia repubblicana non si era mai vissuta una pagina come questa. Piena di incognite e dagli esiti quanto mai incerti. Archiviato tra le polemiche il Governo Conte si riparte stamattina da Carlo Cottarelli, arrivato al Quirinale dove dovrebbe ricevere l’incarico di formare un esecutivo “neutrale”. Cottarelli si dice “sorpreso” di fronte alla convocazione al Quirinale e “umile” davanti all’impegno che sarà chiamato a svolgere per uscire dalla crisi politica. Ma intanto M5S chiede di parlamentarizzare la crisi e invoca l’articolo 90, quello che prevede la messa in stato di accusa del Capo dello Stato. Intanto lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi tona sopra quora 200 punti. I mercati registrano il fallimento del tentativo di formare un governo giallo-verde, considerato troppo populista e antieuropeo. Adesso guardano con preoccupazione alla crisi istituzionale, alla prospettiva di elezioni anticipate e aspettano di capire se ci sarà l’incarico a Carlo Cottarelli, un tecnico di provata esperienza. Il differenziale è risalito a 202 punti e il rendimento del decennale al 2,44%. “Lo spread è in calo? Gli amici che decidono chi deve governare e chi no ora saranno contenti… Se i mercati si sentono rassicurati allora potremmo anche risparmiare i soldi che si spendono per le elezioni: facciamo votare 5 persone tra Berlino, Bruxelles e Parigi, decidano loro”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital, ancora “arrabbiato” dopo che il Capo dello Stato ha impedito il varo del governo M5s-Lega. Poi, incalzato sull’ipotesi di mettere in stato d’accusa Mattarella per questo ha replicato: “Ci vuole mente fredda certe cose non si lanciano sull’onda della rabbia. Io non mi metto a parlare di impeachment che è materia per giuristi e costituzionalisti”. Salvini – parlando della possibilità di tornare alle urne – ha detto: “Noi con i Cinque stelle alle elezioni? Vedremo, valuteremo sui progetti. Ma vorrei sapere che fa Berlusconi. Ora si parte dal lavoro che abbiamo fatto assieme” – ha aggiunto – ribadendo di aver trovato nel Movimento cinque stelle persone “serie e costruttive”. “Non è vero che volevo votare fin dall’inizio. Luigi Di Maio l’ho sentito ieri sera – ha proseguito -. Lo dico da giornalista: le calunnie e le falsità che ho sentito in queste settimane credo non abbiamo precedenti, era un governo che ancora prima di nascere aveva contro tutti”. E proprio al Cavaliere, lancia l’ultimatum: “Se vota il governo Cottarelli, addio alleanza”. Rassicurazioni arrivano – a stretto giro di boa – da Giorgio Mulè (Fi): “non lo voteremo, non avrà i numeri”. Salvini conclude: “Adesso l’unica cosa certa è che c’è una maggioranza in Parlamento che può proporre e approvare le leggi. Per prima cosa facciamo partire la discussione sulla legge elettorale – spiega Salvini – perchè adesso il lavoro passa al Parlamento e, essendo questa una Repubblica parlamentare, sarà lì che si faranno le leggi. A meno che la Merkel non ce lo voglia impedire…”.