Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Tutti insieme, in rigoroso ordine sparso. La lezione di Brancaleone.

di Lorenzo Peluso.

Il Vallo di Diano e la politica, troppo spesso, probabilmente sempre, percorrono strade diverse. Troppi anni sono trascorsi da quando l’autorevolezza di personalità del calibro di Enrico Quaranta o Domenico Pica mettevano d’accordo praticamente tutti, superando anche i confini dell’appartenenza ideologica e partitica. Senza dimenticare il Senatore Pinto o magari il Senatore Innamorato; altra storia per quella botta di fortuna che portò alla Camera il comunista Cecchino Auleta. Poi il nulla, o quasi. A sessanta giorni dalla prossima consultazione elettorale, il 4 marzo con le lezioni politiche, le ore che scorrono nelle segreterie di partito, per la composizione delle liste, sono febbrili. Anche questa volta, però, senza rompere il tradizionale: “non ci abbiamo capito nulla”, il Diano si presenta all’appuntamento diviso, frazionato e confuso. la parola d’ordine per questa tornata elettorale, mai pronunciata ma assolutamente rispettata da tutti i rappresentanti locali della politica, chiamiamola così, è: “tutti in ordine sparso”. Eppure, a pensarci bene, le prossime elezioni politiche sarebbero potute essere un appuntamento importante per provare, almeno per una volta, a ritrovare l’unità. Non si direbbe però,  almeno per quanto riguarda i rappresentanti del Pd, che questo concetto possa esistere. Questo appare se si analizza cosa è accaduto poche sere fa a Salerno, quando si sono riuniti i vertici provinciali del Partito alla presenza dei rappresentanti del Pd di tutti, o quasi, i comuni salernitani. Diciamolo subito, onde evitare altre situazioni spiacevoli con fantomatiche “fritture di pesce” il governatore De luca era assente. Non comunque i suoi fedelissimi. Insomma, una assise che ha decretato il via libera alla candidatura di Franco Alfieri, quasi certamente alla Camera dei Deputati con l’assenso anche dei rappresentanti del Vallo di Diano, almeno quelli presenti. La strategia dell’andare “in ordine sparso” ha pagato per il Vallo di Diano, al punto che alcuni esponenti locali del Pd, hanno atteso con calma che vi fosse l’investitura di Alfieri quale candidato del territorio, poi, con molta calma, hanno richiamato l’assemblea a considerare che il Vallo di Diano “da troppi anni subisce scippi e che merita una rappresentanza territoriale” spingendosi al punto di sostenere, pubblicamente, una candidatura per Il presidente del Parco e sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino. Insomma, senza pudore, hanno messo nel tritacarne il nome più autorevole che il territorio potesse spendere. Una mortificazione. Eppure, secondo i più attenti conoscitori delle dinamiche elettorali, sarebbe bastato che, ad esempio, il coordinatore del Pd del Vallo di Diano, convocasse una riunione qualche giorno, ma anche qualche ora prima, per decidere la strategia e magari arrivare in assemblea con un nome unitario, condiviso e sponsorizzato da tutti. Ma così non è stato. Come se non bastasse, occorre chiedersi il perché di alcune assenze pesanti, tra tutti quella del presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, Raffaele Accetta. insomma, se altri territori, si muovono e come, nel creare unitarietà di intenti politici, superando anche evidenti difficoltà di dialogo e ritrovandosi puntualmente uniti su un nome da spingere, promuovere e dunque sostenere, il Vallo di Diano, da sempre si presenta “a briglia sciolta”.  I giochi sono già fatti? probabilmente no, questo va detto. la partita non è per nulla chiusa, infatti nel Pd per  l’ex sindaco di Agropoli  Alfieri esiste un altro scoglio, ossia il via libera della segreteria nazionale del partito, che, a quanto pare, è poco propensa ad una sua candidatura. Uno spiraglio per Tommaso Pellegrino esiste ancora, forse una candidatura al Senato. Ma la partita è complicata. Intanto sembra essere tranquillo l’uscente Simone Valiante , sostenuto da Emiliano, ha già in tasca la ricandidatura. Per l’altra uscente cilentana, la Sabrina Capozzolo, dovrebbe esserci un posto nel listino proporzionale. Al Senato poi, il Cilento, dovrebbe poter contare su una candidatura del centrista Luigi Cobellis, quasi certamente candidato al maggioritario in Senato. Blindata anche la candidatura della senatrice della Valle del Sele-Tanagro Angelica Saggese. Insomma, come ha avuto modo di affermare qualche sindaco valdianese presente all’incontro di Salerno, rimasto rigorosamente in silenzio durante l’assise, ma viceversa molto loquace nelle ore successive a questa ennesima debacle: “i dilettanti allo sbaraglio” hanno raggiunto l’obiettivo. Tutti in ordine sparso, come sempre.