Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Troppi controlli alle imprese, allarme della Cgia.

redazione

Le piccole e medie imprese italiane posso potenzialmente rischiare 122 controlli all’anno da pate di 19 diversi enti pubblici. Mentre i contribuenti “avvicinati” dal fisco sono stati 2,9 milioni e nella stragrande maggioranza dei casi questi soggetti erano titolari di una partita Iva (imprese, artigiani, commercianti o liberi professionisti). Lo afferma la Cgia di mestre, che entra così nelle accese polemiche nella maggioranza di governo e non solo sul recupero dell’evasione fiscale e sul dove concentrare gli interventi. Secondo l’ufficio studi della Cgia, che ha aggiornato la periodica elaborazione sui possibili controlli che una Pmi può incorrere durante l’anno, a intervenire possono essere Inps, Inail, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Guardia di Finanza, Aziende/Unità sanitarie locali, Vigili del Fuoco, Camere di Commercio, Autorità garante della Privacy, Carabinieri forestali, Nas, Noe, Siae e altre. Le Pmi rischiano, potenzialmente, 122 controlli all’anno da parte di 19 Enti pubblici diversi. A questo risultato la Cgia dice di esser giunta innanzitutto in base al quadro legislativo generale, suddiviso in quattro grandi aree. Successivamente, per ciascuna di esse è stato calcolato il numero dei principali controlli che una piccola azienda può incorrere a seguito dell’attività ispettiva realizzata dagli enti preposti.