Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Troppe disparità sociali ed economiche tra Nord e Sud Italia.

redazione

Troppe disparità sociali ed economiche tra Nord e Sud Italia. Lo denuncia il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, che il 26 luglio in una audizione alla Camera ha spiegato, basandosi su dati del 2015, che se “circa un italiano su cinque è a rischio povertà”, la percentuale si impenna di molto man mano che si scende verso il Mezzogiorno, fino a toccare il 55,4% in Sicilia, e al contrario si assottiglia andando verso Nord, con la punta minima del 13,7% della provincia di Bolzano. Secondo Alleva “il rischio di povertà è cresciuto di poco durante gli anni della crisi, un indizio del fatto che il periodo di involuzione economica potrebbe aver colpito in modo uniforme ricchi e poveri”. Anche in termini di Pil, le differenze sono notevoli: quello del nord-ovest è quasi doppio (33mila euro pro capite) rispetto a quello del Mezzogiorno (quasi 18 mila). Anche in questo caso Bolzano risulta la provincia al top, con oltre i 40 mila euro, mentre stavolta è la Calabria la regione più in ritardo, con 16 mila euro mentre la più svantaggiata è la Calabria con 16mila euro. Nel mezzo però c’è un Centro che potrebbe costituire la vera cartina di tornasole della situazione dell’Italia post-crisi. “Tra ilo 2008 e il 2016 il numero dei poveri è aumentato in tutte le ripartizioni. Ma l’aumento più consistente si è registrato nelle Regioni del Centro Italia, dove il numero di poveri è quasi triplicato, e nelle Regioni del Nord, dove è cresciuto di 2 volte e mezzo. Il numero degli individui poveri nel Mezzogiorno, pur raddoppiando, è cresciuto relativamente meno rispetto alle altre ripartizioni”.