Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Tremonti: il Sud frena la crescita. La questione meridionale mai risolta è un freno per l’Italia.

di Lorenzo Peluso

Il problema dell’Italia "resta la grande questione meridionale", ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti al convegno dell’Osservatorio dei giovani editori a Bagnaia. "Il Nord – ha osservato il ministro – è la regione più ricca d’Europa, mentre il Sud è una realtà che arretra e non avanza".

Uno dei grandi problemi dell’Italia resta quello del Meridione. Dure e sconcertanti le parole del  ministro dell’Economia Giulio Tremonti. "il Nord Italia e’ la regione piu’ ricca d’Europa" – ha aggiunto Tremonti, mentre il Sud "e’ una realta’ che va indietro e non avanza. Bisogna fare di piu"’.  "La grande questione del paese e’ la questione meridionale – ha proseguito Tremonti -. Ed e’ un fatto politico. I fondi europei non vengono spesi e questo e’ un problema. Quest’anno stiamo rischiando di perdere 6 miliardi non spesi, ecco perche’ vorremmo usare quei soldi per il credito di imposta nel Mezzogiorno. La questione non e’ finanziaria, occorre sapere usare i fondi che ci sono gia"’. "Dal Milano a Roma in treno ci vogliono tre ore – ha aggiunto il ministro – da Reggio Calabria a Roma e’ meglio che non vi dica quante ore ci vogliono. I treni che vengono da nord hanno i moscerini schiacciati, quelli che vengono da sud hanno i moscerini tranquilli. Non e’ impossibile cambiare le cose, ma ci vuole tempo. Il Sud e’ troppo lontano. Siamo l’unica economia europea duale, ma non vogliamo diventare un Paese diviso. Per lo sviluppo tutto quello che viene dalle imprese va bene, basta che non costi per lo stato". Parole che pesano come un macigno e che evidenziano chiaramente come la pensa il ministro leghista in merito al Sud. La cosa sconcertante e che nessuno dei presenti, nella vasta platea di giovabni editori e della folta presneza di giornalisti abbia chiesto quali responsabilità si addebita lo stesso Tremonti e come mai si continua a parlare di opere faraoniche quali il Ponte sullo Stretto visto che finalmente anche il super ministro dell’economia si è reso conto di quanta differenza c’è tra le infrastrutture del nord del paese rispetto a quelle del sud. Insomma ci risiamo; piuttosto che progetti e proposte concrete la politica degli annunci, alla quale l’attuale esecutivo di governo ci ha abituato, si arricchisce delle consuete critiche verso una parte del paese che viene utilizzata come sempre solo come serbatoio di voti. Vien da chiedersi come mai i citatdini del suda non reagiscono a tutto ciò. Bisognerebbe riflettere su cosa spinge il sud a tributare gli enormi consensi elettorali di cui sta godendo l’attuale schieramento politico che guida il paese quando poi lo stesso proferisce solo insulti piuttosto che iniziative concrete. Insomma siamo alle solite. In un momento dove l’unità del paese dovrebbe essre l’unico filo conduttore per programmare lo sviluppo e la crescita si parla ancora di due Italie, di due velocità e di due modi di rapportarsi con le istituzioni e con l’economia. Tutto ciò senza il minimo accenno alle responsabilità della classe politica che comunque sia governa il paese, da nord a sud, da oltre vent’anni. E’ ora che il sud riprenda dignità ed orgoglio e reagisca a questi insulti quotidiani mostrando il meglio di se. Anche e soprattutto attraverso la proposizione di una nuova classe dirigente.