Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Tra Lucania e Campania, cosa manca davvero per cambiare le cose.

di Lorenzo Peluso

Cosa manca davvero per cambiare lo stato delle cose in questo lembo di Mezzogiorno, tra Lucania e Campania, tra il Golfo di Policastro ed il Vallo di Diano? Cosa urge fare? Chi lo dovrebbe fare?
Ecco una serie di quesiti che nascono spontanei nel momento in cui ci si guarda intorno e ci si accorge che tutto è immobile. Cosa pensa la gente che qui vive? Cosa immagina per il futuro dei propri figli chi qui resiste? Difficile rispondere a questi quesiti. Può aiutare osservare; magari in silenzio. Ascoltare le voci ed i commenti. Sedersi al tavolino di un bar ed aspettare. Così, dopo qualche minuto, tutto è più chiaro. Viviamo in una realtà dove la classe dirigente, chiamiamola così, è impegnata quotidianamente a mantenere lo status quo. In verità con pochi sforzi, visto che poi nessuno, davvero, mette in discussione nulla. Poco importa chi decise e cosa. In realtà come dare torto a tanti ragazzi che da qui vanno via, scappano via, senza guardarsi indietro. Insomma, vien da chiedersi chi dovrebbe cambiare le cose. Penso che per cambiare le cose ci voglia ora più che mai incoscienza. Penso che per cambiare le cose ci sia bisogno che la gente alzi la voce. Inizi a parlare a raccontarsi. Occorre riscoprire cosa siamo, la nostra storia, per capire cosa possiamo davvero essere. Insomma costruire il domani è un dovere; un obbligo. Lo è per i ventenni che devono conoscere la storia di questi luoghi, della gente che hanno lottato e sudato. Occorre conoscere le mani ruvide di coloro che hanno lavorato la terra, hanno strappato la terra ai rovi. Uomini che hanno toccato ed amato il grano; coltivato la terra arida del sud, bruciata dal sole. Uomini che con la valigia di cartone hanno varcato i confini credendo dal primo istante che poi era necessario tornare per vivere. Uomini che hanno creduto alle promesse della politica. Che hanno avuto fiducia. Che sono stati traditi. Che si sono rassegnati. Ora, ora più che mai, occorre riscoprire chi siamo davvero per poter parlare agli uomini di domani. Cosa manca davvero a questo lembo di Mezzogiorno per cambiare lo status quo? Manca la fiducia nei propri mezzi. Manca il coraggio di mettersi in discussione. Manca l’autorevolezza per insistere e resistere. Manca soprattutto la conoscenza. Se non riscopriamo chi siamo davvero allora è impresa ardua raccontare al mondo chi e cosa siamo.