Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Teggiano, presentato il nuovo libro del professore Carmine Pinto

di Antonella D'Alto

Dopo diverse presentazioni in tutta Italia, è stato presentato nel fine settimana a Teggiano, per la prima volta in provincia di Salerno, il nuovo libro del professore Carmine Pinto, docente di Storia contemporanea all’Università di Salerno, dal titolo “La guerra per il Mezzogiorno – Italiani, borbonici e briganti 1860-1870“, edito da Laterza. Sabato scorso in una gremita Sala del Refettorio del Complesso Monumentale della SS. Pietà, nel centro Storico di Teggiano, Pinto ha parlato della prima guerra italiana che si combatté nel Mezzogiorno, dove tra il 1860 e il 1870, il movimento unitario e le Istituzioni del nuovo Stato si scontrarono con borbonici e briganti napoletani. Il libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva sulla guerra del brigantaggio che innova interpretazioni fino ad oggi date per acquisite. L’opera sta riscuotendo notevole successo al punto che è già in stampa la seconda edizione. Presente all’incontro di sabato, moderato dal giornalista Giuseppe D’amico, oltre all’autore, anche la professoressa Renata De Lorenzo, presidente della Società Napoletana di Storia Patria. “Questo libro – ha spiegato l’autore – racconta una guerra che per un decennio attraverso’ il Mezzogiorno d’Italia, dove politici, attori sociali e bande criminali si contrastarono per obiettivi diversi. Nel caso degli unitari d’Italia, prendere il Mezzogiorno, tenerlo, significava legittimare definitivamente l’unificazione italiana, nel caso degli altri borbonici e briganti significava significata sopravvivere e forse per questo una guerra già scritta”. “Pinto ci regala un volume che fa il punto non solo del brigantaggio. – ha spiegato la professoressa De Lorenzo – Il suo è un volume sulla politica dello stato italiano in un contesto nazionale e internazionale relativamente al Mezzogiorno, alla guerra per il Mezzogiorno quindi alla necessità di inglobare questo territorio in uno stato nuovo. È stato un processo estremamente difficile, ma Pinto ha fatto un’analisi approfondita sulle fonti, che va agli archivi, regalandoci un contributo importante per far si che anche questa fase storica difficile venga vista nella giusta luce”.