Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Taxi, alla “ricerca” del numero perfetto

di Francesco Pacchiano

Vi siete mai chiesti quanti taxi sono necessari per servire una città intera? Se la risposta è sì, ma anche se è no, non temete, perché questa stessa domanda se la sono posta anche il Massachusetts institute of technology (Mit), il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iit) e la Cornell University che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista scientifica ‘Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America’. La ricerca ha utilizzato una serie di dati estratti da oltre 100 milioni di viaggi effettuati da taxi di nove città su tre continenti tra cui New York, Chicago, San Francisco, Vienna, Singapore, Pechino, Shanghai con l’obiettivo di stimare quanti veicoli sarebbero necessari per coprire una certa superficie cittadina in uno scenario ipotetico in cui dei sensori fossero installati sui veicoli. Tutto a beneficio della mobilità sostenibile e per la vivibilità del contesto cittadino. La ricerca ha prodotto risultati molto interessanti, dimostrando che sono sufficienti pochissimi taxi per coprire un’area molto grande della città, ben oltre la metà della superficie cittadina. I risultati ottenuti sono molto simili per tutte le nove città analizzate, suggerendo quella che può essere definita una legge di ‘esplorazione della città’ da parte dei veicoli, in questo caso taxi, che circolano nelle sue strade. Per la città di New York, ad esempio, è risultato che con solo dieci taxi, rispetto agli oltre 8.500 che circolano giornalmente per le sue strade, si possono coprire più del 30% delle strade di Manhattan in un solo giorno. ‘I risultati del nostro studio hanno mostrato chiaramente quella che in gergo tecnico viene chiamata “legge dei rendimenti decrescenti”: infatti se con pochi taxi si può coprire oltre il 50% delle strade di una città ogni giorno, invece non basterebbe utilizzare neppure l’intera flotta di taxi se volessimo coprire l’intera superficie cittadina’ spiega Paolo Santi, del Cnr, che ha coordinato la ricerca per l’Ente. ‘La “legge dei rendimenti decrescenti” deriva dal fatto che i taxi tendono a seguire traiettorie simili fra loro, e difficilmente si avventurano in zone poco popolari della città’ osserva Kevin O’Keefe, membro del MIT Senseable City Lab e primo autore del lavoro. Questa osservazione solleva anche una questione di equità rispetto ad alcune zone della città, tipicamente le meno abbienti, meno esplorate dai taxi rispetto ad altre. Secondo Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab di Boston. ‘I risultati ottenuti in questo studio sono molto importanti, in quanto ci consentono di quantificare esattamente gli investimenti in tecnologia che saranno necessari per rendere le nostre città più vivibili’. Lo studio permetterà, infatti, una più attenta pianificazione delle risorse necessarie per la trasformazione delle città in vere e proprie ‘smart city’ ed indica chiaramente il potenziale dei sensori mobili come fornitori di informazioni molto dettagliate sulla qualità della vita urbana.