Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Strage di Strasburbo. Cherif Chekatt ucciso in uno scontro a fuoco con le forze speciali

di Lorenzo Peluso.

La caccia all’uomo è durata tre giorni. Poi, a tre chilometri circa dal luogo della strage e qualche centinaio di metri da dove fece perdere le sue tracce, Cherif Chekatt è stato localizzato e ‘neutralizzato’. La fuga del terrorista è finita a rue Lazaret, dove i passanti, dietro le transenne, hanno applaudito ieri sera poco dopo le 21.00,   i poliziotti impegnati nel blitz decisivo. Secondo alcune fonti della polizia, il blitz che ha messo fine alla fuga del killer è scattato in serata, ma quando il terrorista si è visto perduto ha fatto fuoco per primo contro un’auto della polizia. La reazione della BST, la Brigata specializzata sul terreno, è stata immediata e la folle fuga di Cherif Chekatt, 29 anni, si è conclusa. Tre giorni dopo la strage al mercato di Natale di Strasburgo, come una belva ferita, Chekatt era ancora a Neudorf, il luogo in cui si era fatto accompagnare dal taxi e aveva fatto poi perdere le sue tracce. Era il “suo” quartiere, la zona che conosceva palmo a palmo, e dove – dicono alcune fonti ai media francesi presenti sul posto – potrebbe aver goduto di appoggi in queste ore. C’è anche l’ipotesi che l’avviso di ricerca di testimoni lanciato ieri dalla polizia abbia portato i suoi frutti 24 ore più tardi: già nel pomeriggio la “pista tedesca” era tramontata e diversi blitz era stati lanciati nella città. Tutto era infatti concentrato da ore su Strasburgo e, in particolare, nella zona di Neudorf, dove probabilmente Chekatt ha cercato di farsi curare la ferita al braccio provocata dai proiettili del fucile d’assalto in dotazione alla polizia che aveva reagito al suo attacco al mercato. In un modo stucchevole pochi minuti dopo la notizia delal morte dell’attentatore, l’Isis ha rivendicato l’attentato ai mercatini di Natale, sostenendo che Cherif Chekatt era un “soldato” dello Stato islamico. Lo riferisce Site citando Amaq, l’organo di propaganda dell’Isis. Intanto uno scritto che inneggia alla jihad è stato trovato nell’appartamento di Chekatt, nel corso della perquisizione avvenuta martedì mattina, qualche ora prima dell’attacco, quando gli agenti erano andati in casa sua in rue Tite-Live per arrestarlo nell’ambito di un’indagine che non ha a che fare con l’attentato. Ieri sera poi la prefettura di Strasburgo ha ufficializzato il terzo decesso negli attacchi a Strasburgo e ha annunciato che una quarta persona è in stato di morte cerebrale. “Il bilancio, ancora provvisorio, è ora stabilito a 3 morti, 5 feriti gravi e 8 feriti lievi”, fa sapere la prefettura in una nota. La stampa locale ha intanto reso nota l’identità della vittima francese: si chiamava Pascal Verdenne e aveva 61 anni. L’uomo si trovava davanti al ristorante Le Stub. Non ci sono buone notizie intanto per il nostro connazionale, il giornalista Antonio Megalizzi. “Va malissimo, ci sta lasciando, non ce la facciamo più perché la situazione è ulteriormente precipitata”, ha raccontato il padre della fidanzata di Megalizzi, Danilo Moresco. Radio Europhonica, l’emittente per cui lavora Antonio, scrive che “il collega italiano è in ospedale in grande difficoltà”. E il premier Giuseppe Conte su Twitter si è detto “profondamente addolorato per le condizioni di salute critiche” del connazionale, esprimendo la sua vicinanza ai familiari. “Le condizioni di Antonio sono stazionarie in linea di massima, anche se sembra ci sia stato un leggerissimo miglioramento. Troppo poco perché possiamo dirci sollevati, ma, insomma, dà speranza anche solo il fatto che non peggiori” ha detto Danilo Moresco, il padre di Luana, la fidanzata di Antonio. I medici si sono presi 48 ore per valutare le condizioni del giovane. “Le prossime 48 ore saranno decisive per valutare se è possibile intervenire chirurgicamente” ha concluso Moresco.