Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Strage di civili a Kabul. 90 i morti, tanti bambini.

di Lorenzo Peluso

Kabul – Le 8,25 locali. Piazza Zanbaq è piena di gente. Tanti bambini che si recano a scuola. Il cuore nevralgico della capitale afghana. Qui si trova il palazzo presidenziale. Qui anche la sede della tv di Stato. Questa l’area dove si trovano anche le diverse ambasciate, soprattutto quelle occidentali. Un camion cisterna, riempito di esplosivo, è stato fatto esplodere da un kamikaze. E’ strage. Almeno 90 le persone uccise all’istante. Almeno 350 i feriti dilaniati dall’esplosione. Una nuvola di fumo denso e l’odore acre del cherosene, in poco tempo, hanno invaso le strade della città. Qualche minuto dopo anche l’odore della carne e quello del sangue umano, mescolato alla polvere del calcestruzzo in frantumi, si è levato, trasportato dal venticello che a Kabul non manca mai. Un esplosione talmente potente da danneggiare gli edifici in un raggio di centinaia di metri; danni enormi all’ambasciata di Francia e quella della Germania. A pochi passi la base operativa del contingente militare della nato in Afghanistan ‘Resolute Support’. Danni anche al vicino ospedale di Emergency. L’esplosione per fortuna ha danneggiato solo vetri e porte. Lo staff medico, senza fermarsi un minuto, ha accolto i numerosi feriti trasportati alla meno peggio. Almeno altri 150 feriti gravi sono stati trasportati in diversi altri ospedali della città. Le autorità afghane hanno subito lanciato l’appello per donare sangue. Non si è fatta attendere la rivendicazione da parte dello Stato Islamico. Nel frattempo il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, ha annunciato che il gruppo “condanna ogni attentato che causa vittime civili”. I Talebani, espressione di Al Qaeda in Asia Centrale, avversano la componente sunnita dello Stato Islamico, in competizione per la supremazia nella Jihad. Negli ultimi due anni Isis ha allargato la sfera d’influenza nelle province di Nangarhar e Kunar, sul confine con il Pakistan. Un attentato, il più grave dal 2001, che arriva all’inizio del mese del ramadan. Dolore per quanto accaduto anche da Papa Francesco che dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha espresso le sue condoglianze all’ambasciatore dell’Afghanistan in Italia. Nessun ferito italiano al momento; lo ha confermato la Farnesina che ha rilevato la presenza degli italiani a Kabul. L’esplosione infatti è avvenuta a poche centinaia di metri dall’ambasciata italiana. C’è incertezza intanto sul vero obiettivo dell’attentato; forse non l’ambasciata tedesca. I militari NATO della missione Resolute Support hanno spiegato che le forze di sicurezza afghane hanno impedito al veicolo di entrare nella Green Zone, zona di sicurezza assoluta, fcendo ipotizzare che il veicolo potrebbe essere esploso prima che raggiungesse il suo obiettivo predefinito. A pagare un prezzo altissimo, in questo attentato, come sempre sono i civili. Molti sono dipendenti della Roshan, compagnia telefonica afghana. Tra le vittime accertate anche un autista afghano dell’emittente britannica Bbc. Quattro reporter invece sono rimasti feriti, comunque non in pericolo di vita. Feriti anche due dipendenti dell’ambasciata tedesca, mentre un addetto alla sicurezza afghano è rimasto ucciso. Danneggiato anche il palazzo dell’ambascata turca.. Dopo mesi di silenzio sulla questione afghana, ora si attende la reazione del presidente USA Trump.