Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Storie misteriose della Basilicata dove il Texas è “cosa nostra”.

di Lorenzo Peluso

Ma cosa accade sulla diga del Pertusillo nel silenzio assordante delle istituzioni? Terra martoriata la nostra Basilicata. terra sfruttata, dimenticata. Terra abbandonata. Un patrimonio di storia e di cultura unici al mondo. Una terra meravigliosa che però ora, più che mai, desta interesse solo per la ricchezza del suo sottosuolo. No, non stiamo parlando delle acque che pure sono preziose, ma solo del petrolio. Nessuna reazione, presa di posizione ufficiale, indagine, inchiesta. Eppure le immagini che tale Michele Tropiano ha pubblicato sui social fanno paura. Alcuni eloquenti scatti del lago Pertusillo visto dall’alto, mostrano evidenti chiazze scure che ondeggiano tra le acque “limpide” del lago. Saranno gli effetti dell’inquinamento nella zona degli stabilimenti petroliferi? Certo che no. Altrimenti l’ARPAB, l’Agenzia per l’Ambiente della Basilicata, siamo certi che sarebbe già intervenuta. Allora cos’è quella massa scura che si muove tra le acque del Pertusillo? Nulla, nulla di cui preoccuparsi. Quel che conta è che il Centro Oli di Viggiano continui a produrre l’oro nero. Altrimenti si rischia di dover cancellare l’appellativo di Texas d’Italia alla nostra piccola ma ricca Basilicata. State dunque tutti tranquilli, non è successo nulla; niente. Infatti dallo stesso centro Oli di Viggiano non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale su incidenti o  sversamenti accidentali di petrolio. Insomma, possibile mai che voi, noi, popolo che del petrolio ne facciamo ampio consumo, che viviamo di petrolio e suoi derivati; proprio noi ci possiamo mai preoccupare di un disastro ecologico e ambientale che sta devastando la val D’agri? Certo che no. E poi, diciamolo, viviamo in un paese dove i misteri sono il pane quotidiano. Dunque che vuoi che sia un altro piccolo mistero di cui chiaramente nessuno parla. La Val d’Agri; possibile che la gente della Val D’agri ancora pensi che li, in quella terra, si possa vivere di agricoltura, di fagioli, di fragole, di grano? Su via, siamo seri. A chi può importare davvero se un disastro ecologico mette a rischio la vita stessa e la salute di quei poveri sventurati che hanno scelto i rimanere in Val D’Agri. Illusi, sognatori, ma cosa aspettate ad accettare la realtà. A chi volete che possano interessare le vostre preoccupazioni per la salute e per il futuro? A nessuno. Allora forse è  ora davvero che tutti, tutti i cittadini della Val D’agri, si convincano che il Texas è “cosa nostra”.