Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Storia di una donna che ama l’Iraq. Tiziana Crusco l’architetto di Sapri che aspetta Friad.

di Lorenzo Peluso.

tiziana e friad

Sorride nel raccontare la sua storia, molto particolare. Se le si nomina Friad però, allora i suoi occhi si inumidiscono. Giovane e brillante architetto, di Sapri nel salernitano, Tiziana Crusco, è senza dubbio uno di quei cosiddetti “cervelli in fuga”. Il suo fluente inglese ma soprattutto la voglia di andare oltre, di misurarsi con il mondo; il non trovare il giusto e meritato lavoro in Italia l’hanno portata quattro anni fa in Iraq. Partecipa ad un concorso internazionale per la realizzazione di un ospedale. Selezionata, chiude le valige in fretta e parte per il Kurdistan irakeno. L’arrivo ad Erbil, di notte. Il primo impatto con la realtà del mondo arabo. Non la fanno pernottare in un albergo del luogo perché accompagnata da tra tre uomini che erano andati a prenderla in aeroporto. Inizia così l’avventura professionale ed umana per Tiziana in Iraq. Tre intensi anni di lavoro, poi la guerra. L’ambasciata italiana a Baghdad la invita, come per gli altri civili, a lasciare il paese per motivi di sicurezza. Lasciare l’Iraq però per Tiziana non è lasciare solo il lavoro ma anche un pezzo di vita. Friad Babani, quel giovane che la ospitò con la sua famiglia la notte dell’arrivo in Iraq è ora il suo amore. “Lui vive li, ora. Io costretta a stare qui in Italia in attesa che termini questa maledetta guerra” dice Tiziana mostrandomi le foto di Friad. L’attesa dunque. “La realtà culturale del kurdistan irakeno è ben diversa da ciò che siamo abituati a pensare noi occidentali. Certo la fede musulmana; ma non l’integralismo islamico. Quella è altra cosa che nulla ha a che vedere con la cultura del popolo irakeno. Anche li vi è il rispetto, la tolleranza, l’accettazione dell’altro. Di colui che prega un Dio diverso ed ha modi e costumi diversi. Ciò che conta è la reciprocità. Per certi versi poi, il Kurdistan irakeno non è molto diverso da tante realtà del nostro meridione” aggiunge Tiziana.Sfoglia un corposo dossier sui lavori realizzati in Iraq. Appartamenti residenziali, lavori all’Università di Sulaymaniyah. La soddisfazione del ministro degli esteri Kurdo per i suoi lavori, in alcune foto di un importante evento. Ma il cruccio di Tiziana è il suo futuro possibile con Friad. “La sua famiglia mi ha accolto con grande affetto. Il padre, noto Generale dell’esercito irakeno, venuto a conoscenza del nostro rapporto sentimentale volle chiarire che le nostre differenze culturali e di costume, oltre che religiose, erano nulla se veramente tra noi ci fosse l’amore ed il rispetto. Capii che accettavano e rispettavano il mio modo di essere donna occidentale ma con valori che sono condivisi ed universali”. Il futuro? Il futuro passa dalla fine della guerra. Passa da un matrimonio da celebrare. Poi magari i figli. “Quando saranno grandi da poter scegliere la religione, allora lo faranno. Non tocca a noi imporre nulla. Anche questo abbiamo chiarito con Friad” così conclude Tiziana che resta in attesa di poter ritornare in Iraq per lavorare e per vivere la sua vita. Una vita sospesa in attesa di Friad.