Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Sono 80mila i morti nel mondo per il Coronavirus.

redazione

Sono oltre 80.000 i morti da coronavirus nel mondo. Lo indica il conteggio della Johns Hopkins University, che fissa al momento il numero dei decessi a 81.103. I contagiati, sempre secondo la JHU, sono 1.413.415. Negli Stati Uniti il bilancio delle vittime da coronavirus sale ad oltre 12 mila, mille nel giro di poche ore. Solo in mattinata la Johns Hopkins University segnalava che i decessi avevano superato quota 11 mila. I casi di contagio sono ora 383.256. “Altri Paesi hanno di fatto piu’ casi di coronavirus di quelli dichiarati, solo che riportano numeri ingannevoli o sbagliati”, ha detto il presidente americano Donald Trump contestando che gli Stati Uniti siano il Paese al mondo con piu’ contagi. Secondo le ultime cifre ufficiali in Usa si contano oltre 386 mila casi, quasi il triplo di Italia e Spagna, piu’ di tre volte Francia e Germania e oltre il quadruplo della Cina. Gli Stati Uniti si apprestano a sospendere i fondi Usa diretti all’Organizzazione mondiale della sanita’, ha detto Donald Trump, che nelle ultime ore aveva criticato l’Oms per essere troppo filocinese e accusandola per questo di aver sbagliato nel dare in ritardo l’allarme sulla pandemia.  Oltre 4 miliardi di persone in 100 Paesi o territori sono obbligati o invitati a stare in casa per contenere la diffusione del coronavirus, secondo un conteggio dell’Afp. Si tratta di oltre la metà della popolazione mondiale (il 52%), valutata dall’Onu nel 2020 a 7,79 miliardi di persone. La Cina ha messo fine formalmente all’isolamento di Wuhan disposto il 23 gennaio negli sforzi per frenare la diffusione del coronavirus: il capoluogo dell’Hubei, focolaio della pandemia, era stato bloccato il 23 gennaio con l’intera provincia coinvolgendo attraverso una misura draconiana e senza precedenti 60 milioni di persone. Allo scoccare della mezzanotte locale, le 18:00 in Italia, il divieto di lasciare la città è caduto: le auto sono tornare ai caselli autostradali e i passeggeri sono saliti sui treni, sempre in uscita. Il Paese ha registrato lunedì 32 casi di contagio da coronavirus, tutti importati, e per la prima volta nessun decesso. E’ quanto emerge dagli aggiornamenti quotidiani della Commissione sanitaria nazionale (Nhc). I decessi zero sono emersi per la prima volta dal 23 gennaio, data di inizio del conteggio su base quotidiana della pandemia e dell’annuncio della chiusura della provincia dell’Hubei e del suo capoluogo Wuhan, l’epicentro del contagio, negli sforzi per contenere il Covid-19. Se i nuovi casi di contagio interno sono azzerati, quelli importati sono saliti, coi 32 di lunedì, a quota 983. Sono stati poi 89 i dimessi dagli ospedali, mentre i casi gravi sono scesi di 54 unità, a 211. Le infezioni complessive sono aumentate a 81.740, di cui 1.242 pazienti ancora in cura, 3.331 decessi e 77.167 dimessi dagli ospedali, pari a un tasso di guarigione del 94,4%. I nuovi casi di asintomatici aggiornati a lunedì si sono attestati a 30, comprensivi di 9 importati: allo stato, sono 1.033 le persone sotto osservazione medica, di cui 275 riconducibili a casi importati.

Nel dilemma tra libertà e salute finora la Svezia ha scelto la prima, confidando di conservare il più possibile la seconda. Ma la dura realtà del bilancio delle vittime del coronavirus – oltre cento morti nel giro di 24 ore, per un totale di 591 decessi e con i contagi in crescita a quota 7.700 – sta facendo cambiare idea anche all’ultimo Stato europeo dove è ancora possibile andare al pub con gli amici o affollare le strade dello shopping, tutte scene che si continuano a vedere nelle città del Paese. Dopo lunghi negoziati tra i partiti, il governo di Stoccolma ha ricevuto il sostegno necessario alla legge che gli conferirà i poteri speciali per chiudere eventualmente ristoranti e bar, limitare gli spostamenti e gli assembramenti di persone, in caso l’epidemia peggiori, come tutto lascia presagire. Ma l’atteggiamento resta sempre flemmatico: la legge si applicherà solamente dal 18 aprile, dieci giorni in cui può succedere di tutto, e in ogni caso qualsiasi misura del governo resterà sotto lo stretto controllo del parlamento che potrà annullare ogni decisione dell’esecutivo entro 3-4 giorni. La Norvegia, che valuta di aver bloccato la diffusione del coronavirus sul suo territorio, ha annunciato un alleggerimento progressivo delle misure di isolamento a partire dal 20 aprile a cominciare dalla riapertura degli asili nido e dall’abolizione della proibizione di recarsi nelle seconde case. “Insieme abbiamo posto il virus sotto controllo e possiamo di conseguenza riaprire la società poco a poco. Lo faremo insieme, in maniera controllata e progressivamente”, ha dichiarato la premierErna Solberg nel corso di una conferenza stampa. Il ministero della Sanità britannico ha corretto al ribasso il calcolo del Guardian indicando un incremento giornaliero di 786 morti nell’intero Regno, fino a un totale esatto di 6.159. Mentre ha limitato il numero complessivo dei contagi a 55.242, con una curva di crescita stabilizzata attorno a circa 4000 al giorno. I 786 morti in più in 24 ore restano comunque un picco record di vittime del coronavirus per l’isola e superano in cifra assoluta il bilancio di giornata di altri 743 decessi indicato in Europa dalla Spagna.

Stretta contro il coronavirus a Parigi. Il comune della capitale francese nonché il prefetto di polizia hanno annunciato il divieto di ogni attività sportiva individuale tra le ore 10:00 e le ore 19:00. La decisione entrerà in vigore da domani. Sono 607 i decessi per Coronavirus in Francia nelle ultime 24 ore, per un totale di 7.091 negli ospedali. Aggiungendo gli oltre 3.000 morti del censimento effettuato negli ospizi, la Francia ha superato le 10.000 vittime e fa segnare questa sera un totale di 10.328 decessi. In Spagna il numero delle vittime del coronavirus è salito a 13.798 rispetto ai 13.055 di ieri. Si registrano quindi 743 nuovi decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il ministero della Salute spagnolo. Con 234 morti registrati nelle ultime 24 ore, nei Paesi Bassi il numero dei decessi sale a 2.101. Lo rendono noto le autorità olandesi. Si tratta del numero di decessi più alto in 24 ore dall’inizio della crisi. Il numero dei casi positivi al Covid-19 sale a 19.580 (+777), mentre i ricoveri in ospedale salgono a 7.427, +292. E’ il terzo giorno che quest’ultimo dato risulta inferiore alla soglia psicologica di 300 (ieri i ricoveri erano stati 260). Record di morti in un giorno nello Stato di New York: ben 731, ha reso noto il governatore Andrew Cuomo. Il bilancio delle vittime è infatti salito a 5.498 dalle 4.758 delle 24 ore precedenti.  E con i suoi 138.836 casi supera l’Italia, che ha un numero di contagiati complessivo di 135.586. Complessivamente gli Stati Uniti hanno 378.289 casi e 11.830 morti. Almeno mezzo milione di newyorchesi è già  senza lavoro o sta per perderlo. E’ il grido di dolore del sindaco Bill de Blasio, che nella quotidiana conferenza stampa ha fatto il punto sull’impatto che la pandemia sta avendo sulla popolazione della Grande Mela. “Le proiezioni iniziali – ha spiegato – parlano di un impatto durissimo sull’occupazione e di un enorme disagio economico. L’unico paragone che puo’ essere fatto e’ con la Grande Depressione”. A lanciare un altro drammatico allarme, poi, il capo della sanità pubblica americana: la comunità nera è quella più a rischio. Questo a causa delle condizioni mediche preesistenti, radicate in una storia di stenti e povertà, e a causa della diffusa mancanza di accesso alle cure.