Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Solo i preti potranno salvare la Chiesa. Non farsi idoli di alcune verità astratte.

di Lorenzo Peluso.

E’ una lezione, quella impartita dal Santo Padre ai preti? E’ un messaggio chiaro, che a lui non sfugge nulla, soprattutto l’inconsistenza dell’essere preti, oggi? Insomma, Papa Francesco ci prova, almeno, a far cambiare corso alla Chiesa, prima che sia tardi, troppo tardi. “Bisogna stare attenti a non cadere nella tentazione di farsi idoli di alcune verità astratte”: lo ha detto il Papa nel corso della messa crismale a San Pietro durante la quale i sacerdoti rinnovano le promesse fatte al momento dell’ordinazione. “La vicinanza è la chiave dell’evangelizzatore perché è un atteggiamento-chiave nel Vangelo (il Signore la usa per descrivere il Regno)”, ha sottolineato Francesco. “Noi diamo per acquisito che la prossimità è la chiave della misericordia, perché la misericordia non sarebbe tale se non si ingegnasse sempre, come ‘buona samaritana’, per eliminare le distanze. Credo però – ha proseguito il Pontefice argentino – che abbiamo bisogno di acquisire meglio il fatto che la vicinanza è anche la chiave della verità. Si possono eliminare le distanze nella verità? Sì, si può. Infatti la verità non è solo la definizione che permette di nominare le situazioni e le cose tenendole a distanza con concetti e ragionamenti logici. Non è solo questo. La verità è anche fedeltà (emeth), quella che ti permette di nominare le persone col loro nome proprio, come le nomina il Signore, prima di classificarle o di definire ‘la loro situazione’. C’è – ha aggiunto il Papa – questa abitudine brutta della cultura dell’aggettivo: questo è tale questo è tale. No: questo è figlio di Dio. La verità fedele della persona, non l’aggettivo fatto sostanza. Bisogna stare attenti – ha proseguito Bergoglio – a non cadere nella tentazione di farsi idoli di alcune verità astratte. Sono idoli comodi, a portata di mano, che danno un certo prestigio e potere e sono difficili da riconoscere. Perché la ‘verità-idolo’ si mimetizza, usa le parole evangeliche come un vestito, ma non permette che le si tocchi il cuore. E, ciò che è molto peggio, allontana la gente semplice dalla vicinanza risanatrice della Parola e dei Sacramenti di Gesù”. Il Papa ha raccomandato in particolare ai sacerdoti vicinanza nell’accompagnamento spirituale, nella confessione e nella predicazione. Dunque preti che devono tornare  tra le gente, questo chiede Francesco. Come dargli torto. Non molto tempo fa, solo qualche anno addietro, i preti giravano per le case, la settimana dopo la Pasqua, per portare la benedizione di Dio. Ora anche questo non lo si fa più; si aspetta solo che le persone, i fedeli, chiamiamoli così, vadano in chiesa. Forse è ora che i preti, davvero, ritornino tra la gente, vivano la gente, ascoltino. Lasciate i beni effimeri che vi hanno conquistato, le ricchezze e gli agi, gli impegni e gli inganni che vi hanno rapito. Esser preti, per vocazione e scelta, merita l’impegno di donarsi agli altri, senza pensarci troppo. Ritornate e ad essere preti, ritornerà ad essere grande anche la Chiesa, quella che oggi invece vacilla. Dunque sarà Pasqua, la Santa Pasqua, ancora.