Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Social Football Summit, Sabatini: “Mancini ha reso orgoglioso un popolo stanco”

di Giuseppina Citera

Il giornalista Simone Rovera, ha intervistato il coordinatore tecnico del Bologna e del Montrèal Impact, nell’evento che rientra nel programma del Social Football Summit. Ecco le sue parole: “Io sono un uomo della carta, annuso i libri e annuso i giornali prima di leggerli. Spero che la carta sopravviva a tutte le altre possibilità di comunicazione. Ricevo molti cuoricini dai tifosi, ma non partecipo molto a questo tipo di scambio”

Durante la sua carriera, il dirigente umbro, ha collaborato con l’Inter, la Roma e il Bologna, guidate da proprietà straniere: “La proprietà italiana vive nel tessuto sociale, si sente più coinvolta e responsabile. Quella straniera la vive con meno partecipazione e passione. Saputo, invece, è legato alle origini italiane di suo padre ottantenne, che è nato a Montelepre. Vuole costruire un network internazionale capace di produrre calciatori per le squadre italiane e di attirare nuovi investitori”.

Tra i temi trattati anche l’immortalità del calcio e il suo rapporto con la politica: “Il calcio è uno sport immortale. Nasce nelle strade, quando un bambino vede un pallone lo rincorre e lo calcia. Ha 17 regole semplici. Andremo avanti per molti anni, non ci sono ostacoli. Non c’è coesione tra la politica e lo sport. Il Frosinone è riuscito a costruire lo stadio di proprietà. A Roma, invece, ci sono molte difficoltà. E’ sempre una lotta di potere”.

Il 64enne umbro, ha parlato della sua passione per il calcio: “E’ nata quando mi hanno regalato il pallone, mi sono emozionato e ho iniziato a palleggiare”.

Non ha stilato una classifica riguardante i giocatori che lo hanno fatto innamorare, ma ha rivelato un aneddoto su Pastore: “Non posso dirlo, quando vado a casa e ci ripenso e mi dispiaccio. Quando ho visto Pastore giocare nell’Huracan, pensavo fosse uno scherzo. Sono stato un mese in Argentina per portarlo a Palermo: ci sono riuscito per 5,7 milioni nonostante non avessi un grande società alle spalle. Quando Javier arrivò nel ritiro, Zamparini mi disse: ‘Dì a mister Zenga di schierarlo per almeno 5 minuti nell’amichevole contro i boscaioli’. Si presentò con un tunnel d’esterno e un assist per Miccoli. Potrei citare Lamela e Kolarov, ma sarebbe una grande ingiustizia”.

A proposito di giocatori, ha rivolto un pensiero a Messi e Ronaldo: “Cristiano ha lavorato molto sul fisico per raggiungere risultati straordinari. Lionel è la  poesia del calcio”.

Chiosa finale dedicata alla Nazionale: “Mancini è stato coraggioso, ha sfruttato il suo carisma per riaccendere l’amore delle persone nei confronti della squadra. Ha fatto un grande lavoro, ha reso orgoglioso un popolo stanco”.