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Siria – Dal 18 febbraio a Ghouta uccisi oltre 600 civili

redazione

Dall’inizio dell’offensiva lanciata lo scorso 18 febbraio dal regime siriano sull’enclave ribelle della Ghouta Orientale sono stati uccisi più di 600 civili. Lo ha detto l’Osservatorio siriano per i diritti umani, una ong con sede a Londra che conta su una estesa rete di attivisti in tutto il Paese. Secondo l’ong, 147 dei 601 civili uccisi, per lo più in attacchi aerei, sono bambini. L’aumento delle vittime è in parte dovuto alla ritrovamento di corpi rimasti intrappolati tra le macerie di edifici distrutti grazie ai soccorritori che hanno approfittato di una “pausa umanitaria” mediata dalla Russia per cercare i sopravvissuti. Intanto una quarantina di camion carichi di aiuti umanitari sono pronti a recarsi a Douma nella Ghouta orientale alla periferia di Damasco: lo ha riferito oggi Mark Lowcock, segretario generale agli Affari umanitari dell’Onu. Dall’adozione di una risoluzione sabato su un cessate-il-fuoco in Siria, niente è cambiato, ha deplorato. L’Onu è pronto a recarsi in dieci siti assediati, ha aggiunto. Da sabato, non c’è né accesso umanitario, né autorizzazione da parte del regime per raggiungere le zone assediate, né evacuazioni mediche. Ci sono sempre invece bombardamenti, morti e feriti, ha sottolineato. Dopo una notte segnata da intensi scontri a fuoco alla periferia della Ghouta orientale, l’aviazione siriana ha di nuovo bombardato diverse località dell’enclave ribelle dove circa 600 civili sono morti dal 18 febbraio, di cui circa un quarto bambini, secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh).