Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Siamo in guerra? Alta tensione tra Russia ed occidente.

di Lorenzo Peluso.

C’è preoccupazione per quel che potrà accadere nelle prossime ore sulla schacchiera internazionale. Altissima la tensione diplomatica tra Russia ed occidente dopo il raid americano e della coalizione in Siria. La Russia condanna “con la massima fermezza” i raid di stanotte sulla Siria a opera di Usa, Francia e Gran Bretagna, un’aggressione “in violazione della carta Onu e del diritto internazionale”. Lo afferma in una nota il presidente russo Vladimir Putin che chiede una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu per “discutere dell’aggressione degli Usa e dei suoi alleati contro la Siria”. Le minacce delal Russia però sembrano non spaventare l’occidente. Il segretario alla Difesa britannico Gavin Williamson ha detto affermato che in base alle prime valutazioni l’operazione militare di stanotte sulla Siria, coordinata con le forze Usa e francesi, è stata una “missione di grande successo”.  Williamson ha aggiunto “ci attendiamo che abbia un effetto significativo nell’impedire al governo siriano di usare armi chimiche in futuro”. Il messaggio inviato al regime siriano è chiaro ed è ora “nelle loro mani”, ha aggiunto. “Il regime deve scegliere, pensa che l’uso delle armi chimiche sia accettabile? Ne paghi le conseguenze”. A fargli eco anche le dichiarazioni di un alto funzionario della Casa Bianca: l’operazione Usa in Siria “non è finita”. Stessa tesi sposata da altri due responsabili dell’amministrazione americana che hanno riferito  che la reazione militare agli attacchi chimici non è l’ultimo passo. “Quello che avete visto stanotte non è la fine della risposta Usa…non è finita”, ha detto l’alto funzionario dell’amministrazione Trump. Il segretario alla Difesa Jim Mattis ha detto che quella di stanotte “al momento” è un operazione circoscritta. “Nel piano sono stati inseriti molti elementi di flessibilità per consentire ulteriori attacchi basati su quello che è stato colpito stanotte”, ha aggiunto il funzionario Usa. Intanto il regime siriano ha denunciato “l’aggressione barbara e brutale” dei Paesi occidentali dopo l’attacco condotto all’alba dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Questi raid hanno lo scopo di “ostacolare” la missione dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) che oggi deve avviare la sua inchiesta sul presunto attacco chimico su Douma, secondo quanto riportato dall’agenzia Sana. L’agenzia cita una fonte del ministero degli Esteri siriano che accusa gli occidentali di dissimulare “le loro bugie”. La questione è evidentemente molto complessa. La ministra della Difesa francese Florence Parly ha dichiarato che la Russia era stata informata dell’attacco delle potenze occidentali in Siria. Attacco che ha colpito “il principale centro di ricerca” e “due centri di produzione” del “programma chimico clandestino” del regime siriano”. “L’obiettivo è semplice: impedire al regime di usare di nuovo le armi chimiche”. Ora non resta che attendere.