Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

“Si dice che adesso, E non sia leggenda”. Cristalda e l’amore.

di Lorenzo Peluso.

Una vecchia leggenda pugliese diviene una delle più belle canzoni d’amore. Una storia, una leggenda di mare, l’amore tra due giovani, gli incontri sulle spiagge. Il mare poi e la sua profondità. Il pericolo e le minacce che assumono la forma e l’incanto delle sirene. Un fascino al quale è impossibile resistere. Un giovane, bello, innamorato, che invece resiste e per questo pagherà il prezzo dell’amore negato. Una canzone ed una leggenda che incantano il cuore. Max Gazzè scrive e canta un capolavoro del classicismo. La storia di Cristalda e Pizzomunno riprende il mito e lo declina sulla tradizione delle leggende del mare che si tramandano sulle città costiere, specie del Sud Italia. Pizzomunno era molto bello, e tutte le donne del posto lo amavano. Ma lui aveva conosciuto, sulla spiaggia, davanti al mare, Cristalda, la ragazza più bella del villaggio, dai lunghi capelli schiariti dal sole. Si erano innamorati sul mare, e proprio sul mare si incontravano per amoreggiare. Ma il nemico è sempre in agguato, soprattutto quando tutto va bene. E il nemico, in questa storia di mare, non possono che essere le sirene. Innamorate anche loro di Pizzomunno, ogni volta che il pescatore prendeva il largo cercavano di sedurlo. Com’è noto, però, chi si fa sedurre da una sirena, muore. Pizzomunno non cedette alle lusinghe, nemmeno quando le sirene gli proposero di diventare le sue schiave, e lui il re del mare. Pizzomunno amava Cristalda e solo lei. Ma, come si sa, nessuno può dire di no alle sirene. Una sera in cui il pescatore e la sua bella amoreggiavano sulla spiaggia, le sirene emersero dagli abissi e trascinarono la bella Cristalda nel profondo del mare, con loro. “La incatenarono al fondo del mare”. Dal dolore, Pizzomunno si pietrificò e diventò una roccia bianchissima che ancora oggi domina la spiaggia di Vieste e che ha preso il nome del giovane pescatore. La leggenda narra  che Cristalda e Pizzomunno anche dopo la morte non smisero mai di amarsi. Ogni cent’anni, il 15 agosto, il maleficio che li ha colpiti entrambi si spezza. Cristalda quindi emerge dalle acque del mare che l’hanno imprigionata, Pizzomunno riprende le sembianze umane, e i due tornano per una notte, e una notte sola, due giovani amanti decisi a rinnovarsi, ogni volta, la promessa dell’amore eterno. Insomma una favola, leggenda certo, ma che incarna il sentimento più profondo ed intenso che da sempre ha caratterizzato l’amore di un uomo per una donna, l’unica donna della sua vita. Certo, così come nella realtà del quotidiano, il pericolo delle Sirene esiste, ed esisterà sempre, ma non potrà mai sedurre l’uomo innamorato, per davvero. Al bel Pizzomunno promisero fasti e potere, lui scelse Cristalda. A Odisseo promisero la conoscenza di “tutto quanto accade sulla terra”, si legge nell’Odissea. Il canto irresistibile e ingannevole promette quello che più si desidera ma poi lo tolgono per sempre. Le sirene, in modo oscuro sono anche dee dell’amore al servizio di Persefone, che nella mitologia greca è la dea della morte. Figure mitologiche tra amore e morte. Solo pochi per davvero hanno avuto il privilegio di amare le Sirene e scampare alla morte. Tomasi di Lampedusa racconta di un ragazzo siciliano che si immerse nell’abbraccio della sirena Ligeia nelle acque mediterranee, un giorno, ormai vecchio a Torino, pietrificato non come Pizzomunno ma dalla vecchiaia della vita che fugge, lo avrebbe ricordato ancora struggendosi di erotica nostalgia. In tutto questo, emerge la bellezza di Pizzomunno, del suo amore intatto e meraviglioso per Cristalda. L’amore vero, quello puro ed unico che riempie il vuoto e colora il mondo. Anche tra cent’anni.