Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Sfida all’occidente da Al Baghdadi, il Califfo nero dell’Isis.

di Lorenzo Peluso

Doveva essere morto da tempo. In realtà qualche mese fa notizie di intelligence avevano già confermato che fosse ancora in vita. Abu Bakr al Baghdadi, il leader dello Stato islamico, è comparso in un video della propaganda jihadista per la prima volta in cinque anni. Di lui si sa che è nato in Iraq nel 1971 (a Samarra, ma qualcuno sostiene a Fallujah) in una famiglia sunnita di piccola borghesia, parte di una tribù che rivendica discendenza diretta dal profeta Maometto. Il video, riferisce su twitter Rita Katz, fondatrice della società Usa di monitoraggio degli estremismi Site Intelligence Group, mostra il leader dell’Isis mentre conversa con altri uomini, i cui volti sono oscurati, della guerra contro i “crociati” e della fina della battaglia a Baghouz, in Siria, un dettaglio che indica che il filmato è recente. L’ultima volta Al Baghdadi fu filmato in pubblico nel luglio 2014 mentre predicava nella grande moschea di Mosul, in Iraq, ai tempi del massimo splendore del Califfato nero.  Appassionato di letture e recitazione del Corano fin dalla gioventù, i familiari lo soprannominarono “il credente” per i suoi continui richiami alle regole dell’Islam. Ma tra i suoi conoscenti d’infanzia si racconta anche che la sua vera passione era il calcio. E’ lui dunque il leader del fondamentalismo islamico. Ancora una volta la sfida all’occidente è lanciata sulla rete. Non sarà mai sconfitto il fondametalismo fino a quando il proselitismo verso l’islam anti crociati continuerà in questo modo. Il riapparire di Abu Bakr al Baghdadi è un segnale forte di resistenza dell’Isis che conferma sul campo la sconfitta della coalizione occidentale in Medio Oriente.