Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Settantuno pecore; il prezzo per lasciare il marito.

di Lorenzo Peluso.

Non c’è un limite; non c’è una misura che sia colma. Generalmente pensiamo all’Afghanistan, al Pakistan, ai paesi arabi; ma vi sono anche altri paesi dove il valore della donna è poco più di quello di un animale da cortile. Accade ad esempio in India. Il controvalore di una moglie secondo un tribunale di villaggio indiano? Settantuno pecore. Le pecore, 71, non una di meno, sono infatti l’ammontare del risarcimento in natura che, secondo quanto stabilito dal Panchayat (il consiglio del villaggio) di Gorakhpur, un’area rurale nello stato dell’Uttar Pradesh, va pagato all’ex marito di una donna fuggita con l’amante. La storia che ha portato alla richiesta di compensazione “in pecore”,  inizia lo scorso giugno, quando Seema Pal, 25 anni, fugge dalla casa del marito per andare a vivere con Umesh Pal, 27, il suo amante. Per trovare un accordo amichevole, i tre si rivolgono, poco dopo, al consiglio dei saggi del villaggio, che propongono a Umesh di compensare l’uomo abbandonato con metà del suo gregge, settantuno pecore, appunto. Risarcimento che Umesh paga, per amore di Seema, senza batter ciglio. Ma la giustizia tradizionale, nell’India del 2019, non è più accettata da tutti: il padre di Umesh, nuovo “suocero” di Seema, si è opposto alla scelta del figlio; nei giorni scorsi si è rivolto alla Polizia locale, sostenendo che l’accordo non ha alcun valore legale, che le pecore sono state rubate, e che la “nuora” ha tutti i diritti di vivere con suo figlio, senza alcun obbligo di compensazione. Il destino di mezzo gregge, e quello di una indiana che vale almeno settantuno pecore, sono adesso nelle mani della Polizia. Incredibile ma vero.