Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Schiavone (Cgie): sulla rappresentanza dottrine sconcertanti

redazione

“E’ sconcertante assistere alle ‘dissertazioni’ dei soliti dotti e sapienti, professori di diritto, irriducibili portatori di verità, ‘influencer’ della dottrina costituzionale, epigoni dell’insegnamento costituzionale di Cesare Beccaria, adulati e riveriti nelle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama. Questo è il sentimento che scaturisce dagli argomenti esposti a senso unico da chi, durante le audizioni parlamentari, continua ostinatamente a voler abrogare, o come nella fattispecie a ridurre inesorabilmente il numero dei 18 parlamentari eletti nella circoscrizione estero”. È il commento del Segretario Generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, Michele Schiavone, circa l’audizione del 21 marzo alla Commissione Affari Costituzionale della Camera degli esperti Valerio Onida e Giampiero di Plinio. “E’ in corso alla Commissione Affari costituzionali della Camera – ricorda Schiavone – l’esame della proposta di legge costituzionale, già approvata in prima deliberazione dal Senato, che riduce il numero dei parlamentari a 400 deputati e 200 senatori, compresi i 12 deputati e i 6 senatori eletti nella circoscrizione estero, che passerebbero a 8 alla Camera e 4 al Senato”. “Ci chiediamo come sia possibile -continua Schiavone – mettere in discussione una norma costituzionale a meno di una ventina d’anni dalla sua promulgazione che, a sua volta, sanava un vulnus legislativo durato oltre 50 anni. È così difficile – si chiede ancora il segretario – riconoscere ancora oggi ai cittadini italiani all’estero i diritti civili e politici per assicurare una rappresentanza adeguata ed equa nel nostro Paese? La presenza dei parlamentari italiani eletti nella circoscrizione estero riflette una forma evoluta dell’estensione dei diritti a cittadini in mobilità, quantificati per difetto a sei milioni, che con l’Italia hanno e mantengono un legame concreto e duraturo. È auspicabile che su questo provvedimento, anche nell’iter preparatorio al dibattito nella Camera dei deputati, i ragionamenti siano concreti e non ideologici, come purtroppo è già avvenuto nel passaggio precedente al Senato, e che non si giunga ad un voto di fiducia. La riduzione del numero di rappresentanti della circoscrizione estero – conclude Schiavone – nelle due aule parlamentari italiane rischia di creare una frattura insanabile tra due mondi idealmente equidistanti: italiani in patria e italiani fuori d’Italia.  Il grande esodo di massa dall’Italia, al quale assistiamo dall’inizio del millennio, dovrebbe spingere i nostri governanti a creare nuovi istituti di partecipazione e di rappresentanza politica idonei alla mobilità circolare per rafforzare la loro presenza nelle istituzioni nazionali”.