Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Satriano di Lucania (PZ) – Il 16 dicembre la proiezione del film “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti

redazione

Sabato 16 dicembre, alle ore 10.30, presso l’istituto comprensivo di Satriano si terrà la proiezione del film “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti, nell’ambito della seconda edizione della rassegna “Frammenti autoriali”, ciclo di visioni promosse dal Gal “La Cittadella del Sapere” per la curatela del cinecronista Mimmo Mastrangelo.  Quella di Monte Sole, in provincia di Bologna, è la più grave delle stragi compiute dalle truppe tedesche nel nostro Paese dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943.  Per aver aiutato i partigiani della Brigata Stella Rossa, 771 civili (di cui 216 bambini) vennero massacrati dalle S.S fra il 22 settembre e il 5 ottobre del 1944  L’orrore che si consumò a Monte Sole è lo sfondo storico di una delle più belle prove autoriali del cinema italiano nell’ ultimo decennio. Si tratta de  “L’uomo che verrà” (2009),  secondo film del bolognese Giorgio Diritti che mette al centro della vicenda una bambina, Martina, la quele  da quando le è morto  in braccio un fratellino non parla più e tiene un diario. Nel dicembre del 1943 la mamma rimane ancora incinta, quando nasce nel settembre del 1944 la bambina si impegna a salvare il fratellino. E’ lui l’uomo che verrà. L’assillo realistico del regista spinge le due attrici professioniste (Maya Sansa e Alba Rohrwacher) e gli altri interpreti a dialoghi in stretto dialetto bolognese. Un film sulla resistenza è “L’uomo che verrà” senza eroi e senza eroismi, senza una divisione netta tra buoni e cattivi con un impianto antropologico che diventa epico, con la guerra raccontata dal basso dalle sue vittime. Non mancano gli spunti fantastici che ben si adattano alla tragicità del narrazione. Come in Olmi, nel film di Diritti il senso del sacro è legato alla cultura contadina e al rapporto con la natura, ma con una netta dimensione al femminile. Scritto da Diritti, insieme a Giovanni Galavotti e Tania Pedroni,  vincitore  di tre David di Donatello (miglior film, produttore e fonico in presa diretta), “L’uomo che verrà”  rimase in cartellone nella cinema Mexico di Milano per 200 giorni. Un record per una pellicola italiana, ma  la tenuta dello schermo non  dovrebbe sorprendere per l’ottimo impianto  narrativo e stilistico. Quest’anno “Frammenti autoriali”, che sarà presentata anche a Lagonegro, Lauria e Moliterno,  dedica un particolare omaggio a Don Lorenzo Milani  (per il cinquantenario della morte), al regista di origini lucane Giuseppe Ferrara  (“Falcone”) e a Ed McBain, il grande giallista statunitense (anche lui con sangue lucano, il padre era di Ruvo del Monte) che sceneggiò il capolavoro di Alfred Hitchcock ” Gli uccelli” (1963).