Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Sassano, il premio orchidea d’argento a Rino Genovese. Ai giovani: ci vuole tanto lavoro di scarpe

di Antonella D'Alto

“Il giornalismo ambientale. Raccontare un territorio e corretta
informazione” è il tema del corso di formazione organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Campania che si è svolto sabato scorso presso il Cine Teatro “Totò” a Sassano, promosso in collaborazione con l’Associazione Giornalisti del Vallo di Diano e con il Comune di Sassano. L’incontro è rientrato nell’ambito del Premio Giornalistico “Orchidea d’Argento”, giunto alla IX edizione, promosso dal Comune, quest’anno assegnato al giornalista Rai Rino Genovese che conduce il tg itinerante di Rai3, alla scoperta dei borghi più belli della Campania. Presenti al tavolo dei relatori il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino, il giornalista Eduardo Scotti e il presidente dell’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, Rocco Colombo. Il presidente Lucarelli ha posto l’accento sull’importanza di un notevole ritorno di attenzione sui temi dell’ambiente, anche a livello europeo, mentre Rino Genovese ha parlato della necessità di valorizzare sempre più i nostri territori, anche ai fini turistici, perché, ha detto, viviamo in un Paradiso Terrestre. “Abbiamo il compito di raccontare questa Campania che è un insieme di migliaia di angoli di paradiso in cui siamo fortunati a poter vivere”. Ha poi ricordato che una delle puntate più recenti del Tg itinerante di Rai 3 che ha fatto tappa a Sanza è stata tra le più seguite dai telespettatori, a dimostrazione del fatto che basta far vedere quali sono le bellezze del nostro territorio per far sì che la gente si appassioni sempre di più alle meraviglie locali. Infine Rino Genovese ha parlato del mestiere del giornalismo, consigliando ai giovani di non demordere mai, di avere tanta pazienza, perché alla fine emerge il migliore. “Per essere un bravo giornalista ci vuole costanza, tanto studio e tanto lavoro di scarpe, bisogna camminare, conoscere i territori, immergersi e diventare parte della storia che poi si racconta.”