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Sanza (SA) – Un favoloso gruppo di Maestri del jazz con Massimo Ranieri al Meeting del Cervati

redazione

Sanza (SA) – Al Meeting del Cervati 2019 un grandissimo musicista accompagnerà Massimo Ranieri nel concerto spettacolo gratuito Malìa, il 25 agosto. Marco Brioschi si forma artisticamente presso il Liceo Musicale della città natale (Monza) con lo studio del pianoforte classico, successivamente si dedica allo studio della tromba con vari insegnanti e quindi con il Maestro Emilio Soana, prima tromba dell’Orchestra RAI di Milano. Esordisce giovanissimo, durante i primi anni ottanta, nei locali Jazz dell’area milanese, suonando anche in formazioni di Jazz tradizionale: ha così inizio un periodo che lo vede collaborare con alcuni tra i più validi musicisti italiani. Nel 1988 nasce il suo “Blue Jazz Quartet” del quale fanno parte Alberto Marchesini alla chitarra, Franco Finocchiaro al contrabbasso e Gianni Cazzola alla batteria. Marco, che fino a questo momento suona esclusivamente la tromba, inizia ad affiancarle il flicorno. Dal 1991 entra a far parte, in qualità di ospite esterno, dell’”Ensemble Mobile”, l’Orchestra dell’Associazione Musicisti di Bergamo. Nel settembre dello stesso anno partecipa con il quartetto “Marco Brioschi Quartet”, insieme al fratello Paolo al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Giampiero Prina alla batteria, al Festival “Jazz in Italia” del Club Capolinea di Milano. Questa partecipazione diviene particolarmente significativa poiché, ricorrendo il ventennale della morte di Louis Armstrong, il festival è dedicato alla tromba proprio in memoria del grande musicista scomparso. Negli anni successivi Marco Brioschi collabora intensamente con svariati musicisti italiani ed internazionali ed il suo cammino artistico prosegue per due percorsi paralleli che lo vedono da un lato stimato e richiesto come sempre in ambito jazzistico, dall’altro amato e corteggiato nel mondo della musica leggera da grandi personaggi che ne apprezzano il timbro suggestivo, il gusto melodico e la grande versatilità. Nel contempo, nonostante gli impegni, non rinuncia ad approfondire gli interessanti progetti che coltiva fin da giovane con grande passione insieme al Trio ed al Quartetto che portano il suo nome. Dotato di uno stile istintivo e personale, pur dichiarando di non ispirarsi a Chet Baker, quanto piuttosto a Miles Davis, Freddy Hubbard e a Wayne Shorter, ricorda il grande trombettista bianco per il tipo di estensione e per la timbrica che utilizza. Le sue limpide sonorità, espressive e suggestive non solo sulla tromba, ma anche sul flicorno, ne fanno un interprete poetico che si esprime nel repertorio Bebop/Hardbop e Latin Jazz. Negli anni successivi ha collaborato intensamente con svariati musicisti italiani ed internazionali quali Tony Arco, Nicola Arigliano, Carlo Atti, Stefano Bagnoli, Gianni Basso, Jerry Bergonzi, Fabrizio Bernasconi, Amedeo Bianchi, Lino Patruno, Renzo Arbore, Francesco Baccini, Amedeo Bianchi, Vinicio Capossela, Adriano Celentano, Phil Collins, Cesare Cremonini, Delta V, Tullio De Piscopo, Giorgia, Lisa Hunt, Enzo Jannacci, Paolo Jannacci, Luciano Ligabue, Fiorella Mannoia, Bob Mintzer, Muse, Gino Pacifico, Mauro Pagani, Gino Paoli, Massimo Ranieri, Donna Summer, Tiromancino, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Barry White, Zucchero, e molti altri ancora.  Nel 2002 esce il suo primo album “Gemma” per l’etichetta “Philology”, con note di copertina di Enrico Rava. Ad affiancare Marco il fratello Paolo Brioschi al pianoforte e agli arrangiamenti, Riccardo Fioravanti al contrabbasso,Giampiero Prina alla batteria e Bob Mintzer come ospite al sax. Negli ultimi concerti la formazione vede la presenza di Alfredo Golino alla batteria e Mauro Negri al sax. Nel 2007 l’azienda “Abaco” di Modena pubblica la monografia di Marco Brioschi nel nono volume di “Appunti di viaggio”, una collana multimediale dedicata a quegli artisti che sono riusciti a tradurre il proprio talento in mestiere.