Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Cultura, presentato il volume “A l’usu re Sanza”

di Giuseppina Citera

Si è svolta ieri, presso l’antica Cappella dell’Arciconfraternita Santa Maria della Neve in piazza Plebiscito, la presentazione del nuovo Quaderno, il n° 6 della collana, dal titolo: “A l’uso re Sanza” dell’Università Popolare Sabino Peluso. Il lavoro realizzato grazie alla collaborazione con gli associati, propone una sorta di viaggio culinario e gastronomico tra le tipicità locali e le diverse declinazioni in cucina, legando i piatti tipici ai momenti salienti della vita di comunità: dalla festa padronale ella ritualità legata al culto dei defunti. Un interessante ricerca che ha analizzato la questione legata alla qualità del cibo e della salute. L’incontro è iniziato con l’intervento della professoressa Rita Giordano, presidente dell’Università Popolare Sabino Peluso: “In questo volume sono state studiate le tradizioni che ci hanno trasmesso i nostri predecessori.  Nel dettaglio si parla del cibo, ma vengono trattati altri temi come la nascita, il matrimonio e le feste  (Natale, Pasqua, ecc).  Alcuni alimenti rimandano al significato della festa. Il latte, ad esempio, richiama la purezza dell’Ascensione, mentre l’agnello rappresenta la morte e la Risurrezione di Cristo. Il cibo è uno strumento identitario e conviviale (durante la cena i membri della famiglia raccontano la giornata). Il patrimonio delle ricette deve essere difeso, tutelato e tramandato alle nuove generazioni”.

 “L’ obiettivo dell’amministrazione  è portare cultura – ha spiegato il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito – per far crescere il popolo con i ricordi e le tradizioni.  Le nuove generazioni mangiano cibi citati nel testo ma non sanno da dove vengono.  Siamo  interessati a pubblicare il pdf sul sito del comune e gli altri testi della collana. Devono diventare patrimonio della comunità”.

 “Quando ho letto il libro ho pensato alle cose che ci dicevamo i  nostri genitori – ha dichiarato il direttore della Bcc di Buonabitacolo, Angelo De Luca -. Nel passato le donne venivano considerate come un costo, non come una risorsa. Oggi è tutto superato. I bambini dovrebbero portare cognomi di entrambi i genitori per gratificare le donne. E’ una scelta facoltativa, ma dovrebbe essere automatica. Mi sono soffermato sulla ricetta dei ravioli perchè mi piacciono tanto e sulla Dieta Mediterranea”.

Il professore e storico locale, Felice Fusco, ha citato tutte le pubblicazioni riguardanti la cultura popolare e ha fornito la sua riflessione sul volume: “E’ il quattordicesimo contributo, da trent’anni parliamo di  questi argomenti. Le donne iscritte si sono cimentate per la prima volta con le ricerche e hanno intercettato le fonti dirette (gli anziani), gli ultimi rappresentanti degli anni ’50 -’60. Il loro compito non era semplice, ma sono state brave. Sono stati privilegiati aspetti importanti come la nascita, il matrimonio, il culto dei defunti e le feste, ma il cibo riveste un ruolo fondamentale per conoscere le ricette”.

Il dottore Riccardo Marmo, gastroenterologo e presidente  dell’Associazione Sani, invece, ha affermato che il testo trasmette tre valori fondamentali come la tradizione, la nostalgia per un periodo storico superato e la solidarietà e ha parlato di alcuni studi riguardanti la Dieta Mediterranea.

Il testo è stato realizzato grazie alla collaborazione di quattro donne  iscritte all’associazione dell’Università Popolare Sabino Peluso: Antonia Apadula Fusco, Marianna e Teresa Caiafa e Maria Buono, che hanno raccolto le testimonianze degli anziani e hanno scritto alcuni capitoli. I lavori sono stati coordinati dal dottore Luciano Eboli. La pubblicazione è stata sostenuta dal Comune di Sanza e dalla Bcc di Buonabitacolo.