Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Santa Romana Chiesa oggi? Nulla di diverso da ciò che è stata per secoli

di Lorenzo Peluso.

Mi chiedo se davvero non provino alcuna vergogna. Mi domando spesso, se davvero la Chiesa sia tutto questo. Solo questo? Insomma, cos’è la Santa Romana Chiesa oggi? Intanto, credo nulla di diverso da ciò che è stata per secoli. O magari oggi vogliamo dimenticare le barbarie della Santa inquisizione? O le porcherie, di questo si tratta, di papati passati alla storia solo per l’avidità ed i fasti in cui si sollazzavano tra le mura oltre Tevere, vescovi, porporati e papaline? Niente di nuovo dunque, siamo seri. Ora come allora, a santi uomini, dediti e devoti allo spirito caritatevole e cristiano, si alternavano uomini impregnati di brama di potere, luridi ed imbrattati dal profumo inebriante del potere, del sesso e degli averi. Preti, ma ancor prima, uomini. La vera novità degli ultimi scandalosi anni della Chiesa è stata solo la rinuncia, per il peso grave, non sopportabile, del non riuscire a prendere nessuna decisione che cambiasse per sempre il corso della storia del Vaticano, da parte di Benedetto XVI. Magari, anche la sfida di Bergoglio al soglio pontificio, si, anche quella è una novità. Lo è perché Bergoglio, così come tutto il clero, nessuno escluso, conosce bene l’entità degli scandali, la consistenza del male che attanaglia la Chiesa. Gli abiti talari, tutti, ben conoscono i nomi, i fatti, le vittime. Quindi la sfida di Bergoglio, nel misurarsi, con una riforma necessaria della Chiesa, è certo un atto di coraggio. Lo scandalo pedofilia, certo, questo il cancro in metastasi che sta’ divorando, giorno dopo giorno, la Chiesa. Si arrese il 28 febbraio 2013 Benedetto XVI; rischia ora il collasso anche Bergoglio. Chiede perdono Papa Francesco, lo fa con umiltà e consapevolezza. Così appare. Intanto incassa l’attacco frontale dell’ex nunzio a Washington mons. Carlo Maria Viganò. “Avevo sempre creduto che la gerarchia della Chiesa avrebbe trovato in se stessa le risorse per sanare tanta corruzione. Lo scrissi anche nella mia lettera ai tre cardinali incaricati da papa Benedetto di indagare sul caso Vatileaks, lettera che accompagnava il rapporto che consegnai loro: ‘”Molti di voi – scrissi – sapevate, ma avete taciuto. Almeno ora che avete avuto questo incarico da Benedetto abbiate il coraggio di riportare con fedeltà quanto vi è stato rivelato di tante situazioni di corruzione'”. Così ha detto Viganò che ha voluto anche chiarire che: “Ho parlato perché oramai la corruzione è arrivata ai vertici della gerarchia della Chiesa. Non nutro rancori, voglio solo che la verità emerga” ha aggiunto mons. Carlo Maria Viganò da un rifugio segreto. Ma chi è intanto Viganò? Il prelato, originario di Varese, già nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America e autore delle lettere che diedero origine al cosiddetto scandalo Vatileaks, è dunque l’arcivescovo che accusa papa Francesco di aver taciuto sugli abusi del cardinale di Washington Theodore McCarrick. Accuse, contenute in una lettera di 11 pagine. Il 19 ottobre 2011 viene nominato nunzio apostolico negli Stati Uniti. Meno di tre mesi dopo, nel gennaio del 2012 è autore delle lettere dettagliate a Benedetto XVI e al suo segretario di stato Tarcisio Bertone, dove sosteneva la corruzione finanziaria e gli “abusi di potere” in Vaticano. Di questi giorni poi le accuse a papa Francesco. Viganò afferma che Papa Benedetto XVI aveva sanzionato privatamente McCarrick, ma solo dopo anni che erano emersi allarmi sul suo comportamento. Il nunzio dice di averne parlato a Bergoglio quando lo incontrò nel 2013. McCarrick “ha corrotto generazioni di seminaristi e sacerdoti e Papa Benedetto gli aveva ordinato di ritirarsi ad una vita di preghiera e penitenza”, avrebbe detto allora il nunzio, che accusa Francesco di non aver preso alcun provvedimento, lasciando che McCarrick continuasse ad avere un ruolo pubblico. Quanta verità c’è in queste affermazioni? Ed ora, ora che accadrà? Nulla, io direi nulla. In effetti, la chiesa agisce così, lascia sfumare il momento e le reazioni dell’ora, convinta che poi tutto scorre. Infatti, nessun provvedimento è stato assunto, ad esempio, nel caso dei preti coinvolti nel dossier Mangiacapre. Protagonisti qui, in un altro scaldalo a sfondo omosessuale, decine di preti delle Diocesi salernitane e lucane. Si lascia correre, tanto poi la gente dimentica. Eppure, la crisi profonda che ha investito la chiesa è un segnale di disgregazione sociale e culturale destinato ad avere effetti devastanti sul futuro stesso del cristianesimo. La gente comune non si fida e non può fidarsi dei preti, non di tutti, è chiaro. Il tarlo è il potere, ed è indubbio che la Chiesa ne ha, troppo. Il cancro è il denaro, ed anche qui, la Chiesa ne ha troppo. Un’utopia dunque la Chiesa del vangelo, quella della povertà, della dedizione, della fede? Per queste domande, occorre rivolgersi al Santo di Assisi. Poi, insomma, “chi non ha peccato, scagli la prima pietra”.