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Salute – Si può superare la celiachia. Basta fare a meno del glutine.

redazione

“La celiachia -è un’intolleranza permanente al glutine ed è determinata, oltre che da fattori ambientali, anche da una predisposizione genetica importante”. Lo spiega il professor Maurizio Vecchi, responsabile dell’U.O. di Medicina III-Gastroenterologia all’IRCCS Policlinico San Donato e Professore di Gastroenterologia all’Università di Milano. “Insieme a quella al lattosio, è l’unica intolleranza scientificamente provata grazie a una diagnosi vera, solida e forte per cui, alcuni soggetti predisposti geneticamente venendo, appunto, incontro al glutine nella dieta – come tutti noi, del resto, anche perché il glutine è presente dappertutto – sviluppano questa condizione. La celiachia – continua l’esperto –  porta alla distruzione degli strati superficiali dell’intestino (ossia la mucosa) che sono formati da miliardi di villi e di microvilli la cui azione è deputata a garantire un efficace assorbimento delle sostanze nutritive. In un soggetto celiaco, questi villi subiscono un appiattimento così da non svolgere più in maniera ottimale il proprio compito e portando quindi a un cattivo assorbimento delle sostanze contenute negli alimenti. Quando ciò esordisce nel bambino, la manifestazione più classica è l’insufficienza di crescita, cioè il piccolo smette semplicemente di crescere. Infatti, considerando le tabelle dei percentili (valutazione della crescita del bambino in base a parametri quali peso, altezza e circonferenza cranica) si nota che i valori di peso e altezza rimangono bassi; oltre a questo possono esserci anche mal di pancia, nausea e dermatite erpetiforme, una caratteristica malattia della pelle associata alla malattia celiaca e che consiste in piccole bolle nella zona degli arti, delle giunture, spalle, dorso, viso e glutei”.