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Salute – In Italia 1 milioni di pazienti per glaucoma.

redazione

La prima cosa che si perde è la capacità visiva: tutto diventa sfocato, ombrato e non distinguibile chiaramente per chi soffre di glaucoma. Ma questa malattia dell’occhio ruba a chi ne soffre anche altro, a partire dall’autonomia. Chi soffre di glaucoma ha un rischio maggiore sia di cadere anche quando si muove dentro casa, sia di fare incidenti stradali quando guida. Lo dimostrano due studi, entrambi condotti dalla Queensland University of Technology (Australia). In chi soffre di glaucoma, si ha una perdita graduale del campo visivo fino alla visione tubulare, cioè è come guardare attraverso un foglio di carta arrotolato: il paziente vede bene, può avere anche 10/10, ma vede solo una piccola porzione, per cui è incapace di orientarsi, per esempio di attraversare la strada. “Il glaucoma è una malattia che interessa il 3% della popolazione con più di 40 anni di età – spiega Giorgio Marchini, direttore Clinica Oculistica, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – viene chiamato ‘il ladro silenzioso della vista’ poichè non dà sintomi e può portare alla cecità se non scoperto e non curato. La causa è principalmente legata all’aumento della pressione intraoculare, che danneggia progressivamente il nervo ottico e il campo visivo. Nella sua genesi tuttavia giocano un ruolo anche fattori neurodegenerativi e vascolari”. “All’inizio il campo visivo viene danneggiato nella sua porzione periferica per cui il paziente percepisce di meno il problema perché riesce a vedere bene ciò che ha di fronte, ma mano che il glaucoma progredisce la percezione dello spazio intorno a sé diminuisce e nascono delle difficoltà in alcune delle attività quotidiane” spiega Carlo Nucci, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica presso il Policlinico Universitario di Roma Tor Vergata. Una prima importante conseguenza del paziente con glaucoma è il rischio di cadere anche dentro casa. Uno studio prospettico realizzato dal Dipartimento di Oftalmologia della Dalhousie University in Canada ha dimostrato che, rispetto ad un gruppo di controllo in condizioni mediche generali simili, i pazienti affetti da glaucoma avevano avuto una probabilità tre volte maggiore di cadere negli ultimi 12 mesi. Stessi risultati anche da uno studio condotto dalla Queensland University of Technolog (Australia) che ha raccolto i dati relativi alle cadute di 71 adulti con glaucoma primario ad angolo aperto. Durante il follow-up a un anno, il 44% dei partecipanti aveva avuto almeno una caduta e il 31% di queste cadute aveva provocato un infortunio. “Il maggior rischio di caduta – prosegue il professor Nucci – è ovviamente legato alla riduzione del campo visivo perché, specie quando interessa la porzione inferiore, la persona ha maggiori difficoltà a vedere le buche per strada, i gradini, le scale ed è più facile cadere oppure urtare contro qualcosa. Inoltre, si è visto che il problema è dovuto anche ad un’alterazione dell’equilibrio”. Il glaucoma può avere un impatto anche sulla capacità di guidare. Alcuni studi, infatti, dimostrano che nei pazienti affetti da questa patologia oculare (che spesso per ragioni di età si presenta in associazione alla cataratta) limita la visione e quindi fa aumentare il rischio di incidenti stradali. Dunque, per non dover subire tutte queste limitazioni, è fondamentale fare prevenzione senza aspettare la terza età: “Negli stadi iniziali della malattia – dichiara Michele Rinaldi, docente di oftalmologia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli – il glaucoma può essere asintomatico e senza la corretta prevenzione, può essere diagnosticato solo in una fase avanzata del suo decorso, quando ormai sono manifeste importanti e irreversibili perdite del campo visivo”. Ecco perché bisogna iniziare a controllare la vista precocemente: “La diagnosi di questa malattia – aggiunge Marchini – viene fatta misurando la pressione intraoculare, le fibre del nervo ottico e i difetti del campo visivo”.