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Salute – Diabete, ecco i 5 consigli una vacanza sicura

redazione

Tenere lontane dal caldo insulina e dispositivi per misurare la glicemia, valutare col medico se cambiare le dosi dei farmaci ed evitare di camminare scalzi. Sono alcuni delle 5 regole salvavita che arrivano dalla Società Italiana di Diabetologia (Sid) per garantire una vacanza sicura ai 4 milioni di italiani con diabete che si apprestano a partire. Il primo consiglio, spiega il presidente Sid Giorgio Sesti, è quello di “bere abbondantemente per evitare il pericolo di disidratazione, perché nelle persone con diabete la presenza di elevati livelli di glicemia può ulteriormente favorire la perdita di liquidi attraverso le urine. Inoltre, i diabetici spesso assumono diuretici o farmaci che aumentano la minzione”. Per reintegrare i liquidi preferire l’acqua. Evitare di camminare scalzi per non riportare lesioni ai piedi, favorite anche dalla ridotta sensibilità alle estremità tipica del diabete, quindi anche al mare è bene usare ciabatte. “In caso di ferita – specifica – evitare cure fai-da-te perché passare da piccole lesioni a problemi più grandi è frequente”. Attenzione ai cali di glicemia dovuti al fatto che d’estate ci si muove di più e quindi i muscoli consumano più glucosio. Adattare la terapia antidiabetica, su consiglio medico, anche in base ai diversi orari dei pasti e al diverso apporto calorico.”Uno dei sintomi della crisi ipoglicemica, la sudorazione, – specifica l’esperto – può essere confusa con quella legata al caldo e l’ipoglicemia riconosciuta in ritardo”. Quindi tenere sotto mano una fonte di carboidrati a rapido assorbimento. Portare con sé farmaci, strisce e glucometri in scorte sufficienti, aumentate di un prudenziale 20-30% per far fronte a ogni evenienza. Ma attenzione alle temperature. “Evitare di lasciarli in una macchina parcheggiata al sole perché possono perdere di efficacia”. Visto il noto legame tra diabete e malattie cardiovascolari, prevenire le variazioni della pressione valutando col medico se sia necessaria un modifica delle terapie di anti-ipertensivi. Ad esempio, conclude Sesti, “in ambienti caldi può essere necessario ridurre le dosi dei diuretici. In montagna potenziarle, perché la pressione tende a salire”.