Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Sai che noia, un mondo di sole coccinelle rosse.

di Lorenzo Peluso.

Vi è mai capitato, magari in modo inaspettato, di incrociare il saltello, quasi allegro, di una piccolissima, ma piccola, coccinella? Insomma, io non ne conoscevo l’esistenza. Una coccinella, di colore giallo. Punteggiata di bianco, non come la sua parente più prossima che tutti conosciamo, il cui colore è però rosso punteggiato di nero, ma molto più piccola. Ne ignoravo l’esistenza. Eppure, mi ha offerto l’occasione per riflettere sul concetto di diversità. Insomma, una coccinella, rimane pur sempre una coccinella, nella sua bellezza certo, nella sua particolarità di quel coleottero, simpatico per sua natura. Ma gialla, punteggiata di bianco, è davvero un’eccezione straordinaria. Si è posata, d’improvviso sulla mia mano, in montagna, a quota 1220 metri. Non so nulla, lo confesso, di coleotteri, ed insetti più in generale. Presumo però che quello, evidentemente è il suo habitat. Di un giallo intenso, dove spiccano meravigliosamente quei puntini bianchi, mostra poi il musetto e gli occhioni, grandi, neri. E’ diversa, si distingue; anche se in realtà credo, che il suo essere diversa, lo si deve alla necessità di passare inosservata, in un ambiente dove, evidentemente quel giallo, la rende parte integrante del paesaggio. Fosse stata la solita coccinella, probabilmente non l’avrei neppure notata. Un paradosso questo. Dunque, mi vien da pensare, che forse questa coccinella gialla, vanitosa e piena di se, proprio per quel suo essere diversa, un po’ ne approfitti. Insomma, se ne va in giro, mostrando la sua diversità con orgoglio, fregandosene evidentemente di essere notata. Piuttosto che camuffarsi, preferisce mostrare il suo essere diversa. Ha ragion veduta, ne ha tutto il diritto. Troppo bella infatti per non essere notata. Verrebbe da dire che, se in questo mondo di coccinelle, tutte belle, tutte rosse e nere, non ci fosse una coccinella gialla, allora forse il mondo sarebbe meno bello. Troppo uguale, scontato. Ne desumo che è nella diversità che evidentemente riusciamo a trovare l’essenza del bello. Ora però è necessario interrogarsi su un aspetto. Ma siamo ancora in grado di vedere, di comprendere, la diversità? Il nostro vivere quotidiano, spinto con forza verso la massificazione del tutto, dove una coccinella resta pur sempre una coccinella, ci offre l’opportunità, ancora, di poter notare che è però una coccinella diversa? Gialla, unica anche? Insomma, dove abbiamo riposto la nostra sensibilità ? Ne siamo dotati, ancora? Siamo in grado di vedere, apprezzare e rispettare, la diversità dell’altro? Del mondo? Di una coccinella gialla? E poi, che mondo sarebbe se tutto fosse uguale? La bellezza del tutto probabilmente risiede nella speranza di poter trovare, incontrare, magari per caso, ciò che ancora ci può sorprendere. Se solo avessimo quella necessaria sensibilità per poter capire, vedere, apprezzare, allora capiremmo, ogni giorno, quanta ricchezza esiste intorno a noi. Una ricchezza straordinaria che ci può cambiare la vita, perché in quella singolare diversità dell’altro dovremmo cogliere la sensibilità dell’animo e la bellezza dello spirito. Magari, dovremmo capire, accettare, che quell’essere diverso, avere un coloro diverso, è spesso solo il frutto di un istinto di protezione, di tutela di quella specie, che per sua natura, troppo sensibile, altrimenti soccomberebbe. Insomma, per fortuna che ci sono, quelle poche e rare coccinelle gialle. Altrimenti, nonostante la loro bellezza, sai che noia, un mondo di sole coccinelle rosse.