Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Rischio glifosato nel grano. L’Italia non ratifichi l’accordo CETA.

redazione

“L’Italia non ratifichi l’accordo CETA di libero scambio commerciale con il Canada, che mette in pericolo la sostenibilità dei nostri grani e la qualità dei nostri prodotti alimentari”. Non usa mezzi termini Roberto Moncalvo, il giovane presidente di Coldiretti, la maggiore associazione di agricoltori in Italia e in Europa con oltre un milione e 500 mila iscritti. “L’accordo di libero scambio con il Canada è per noi negativo, perché azzererà i dazi doganali e aprirà le porte definitivamente al grano duro coltivato con pesticidi e glifosato” dichiara Moncalvo. Come raccontato in Inchiesta Italia, quello della contaminazione delle farine con pesticidi e micotossine dovuto anche a grani importati (anche se non esclusivamente ad essi) è un pericolo concreto. “In Italia il grano duro può essere coltivato dall’Emilia Romagna in giù, perchè ha bisogno di molto sole. Il glifosato viene usato maggiormente dai Paesi che hanno poca esposizione solare. Ecco spiegato quindi il record canadese di Paese maggior esportatore di grano duro in Italia e in Europa. “Perché utilizza nel ciclo di coltivazione il glifosato, erbicida di cui c’è in corso una querelle sulla sua cancerogenicità – sottolinea il presidente di Coldiretti. E rispetto alla consapevolezza degli agricoltori italiani sul suo divieto incalza: “L’Italia ha vietato seppure parzialmente l’uso di glifosato nelle coltivazioni, come dal decreto dello scorso agosto, ma se diciamo che è pericoloso perché favoriamo l’importazione di prodotti che lo contengono? – sottolinea. Una battaglia che fa il paio con la netta opposizione agli OGM. “Bisogna fare delle scelte. Il patrimonio agricolo italiano si basa sulla biodiversità e va tutelato” mentre i ministri Lorenzin, Galletti e Martina hanno annunciato che voteranno no al Comitato d’Appello Europeo contro l’introduzione in coltivazione di tre nuovi tipi di mais, tutti e tre OGM, nel continente europeo. “Ricordiamo – aggiunge Moncalvo – che solo cinque paesi in Europa sostengono gli Ogm ma coltivano solo 130 mila ettari di un solo prodotto, il mais geneticamente modificato,resistente al glifosate”.