Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Riforma della Giustizia, il governo ha ottenuto l’ok in Senato

redazione

Primo step superato per il disegno di legge che apporterà modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all’ ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena. Ricorrendo anche alla questione di fiducia, il governo ha ottenuto l’ok in Senato a un testo che, spiega il ministro Anna Finocchiaro, “da una parte inasprisce le pene per reati che colpiscono la sensibilità della pubblica opinione e incidono sulla vita dei cittadini, anche al di là del danno patrimoniale diretto, come i furti nelle abitazioni, le rapine e gli scippi “e dall’altra “contiene norme che riguardano lo snellimento e l’ accelerazione dei processi, così come sono fondamentali le norme di garanzia previste nella legge”. Senza dimenticare “le modifiche introdotte nell’ ordinamento penitenziario, che ci avvicinano ulteriormente alla completa attuazione e al pieno rispetto dell’articolo 27 della nostra Costituzione: un provvedimento invocato da tanti soggetti che lavorano e operano nel campo della giustizia”. Tutto bene dunque? Non proprio, perché il ricorso alla fiducia ha provocato addirittura lo sciopero dei penalisti italiani, che si fermeranno dal 20 al 24 marzo: “Sottrarre il Ddl di riforma in materia penale al confronto e alla discussione del Parlamento costituisce una gravissima lesione di fronte alla quale i penalisti italiani non intendono tacere, e rappresenta una intollerabile mancanza di rispetto per le regole basilari di metodo e per i principi che devono caratterizzare la funzione legislativa quando essa incide su fondamentali diritti costituzionali”, scrive infatti l’Unione delle Camere Penali Italiane. E mentre il senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo grida alla maggioranza “vergogna, perché dite di ispirarvi ai principi democratici e poi consentite che si tenga aperto un processo per 23-24 anni”, quello del Movimento 5 Stelle Michele Giarrusso sottolinea la “precisa cadenza temporale: esce la notizia dell’inchiesta Consip, sta per traballare il sistema, immediatamente la risposta politica è di portare in aula con la fiducia il provvedimento”. E nel merito contesta alla maggioranza che “parlate delle lungaggini del processo, quando siete stati voi che le avete inserite apposta. Una vera via crucis: proroga delle indagini, decisioni su richieste cautelari, ricorso al riesame, giudizio di Cassazione sulla cautela, nuovo giudizio di rinvio sulla cautela, chiusura indagini, notifica ai sensi dell’articolo 415-bis, udienza preliminare. E questo senza che il processo sia iniziato”.