Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Riforma del Credito Cooperativo. Siamo alle battute finali.

di Lorenzo Peluso

pasquale gentile

Battute finali per la “campagna acquisti” delle BCC. Lasciatemi passare l’ironica metafora. Questione di giorni. Bankitalia nella circolare per l’applicazione della riforma delle BCC ha caldamente raccomandato che in occasione dell’approvazione del bilancio 2016, le BCC deliberino in assemblea a quale gruppo intendono aderire, comunicandolo alla rispettiva capogruppo e a Bankitalia entro i successivi 10 giorni. Dunque, la riforma del credito cooperativo ha in qualche modo rivoluzionato il comparto che non farà più riferimento ad un’unica capogruppo. Da un lato Iccrea holding, banca di secondo livello con patrimonio oltre un miliardo, dall’altro una seconda capogruppo: Cassa Centrale Banca. Non poche le difficoltà di Cassa Centrale Banca con la strada tutta in salita. Nelle ultime ore comunque l’obiettivo di racimolare il miliardo di patrimonio è stato raggiunto. Anche se va detto che, in pratica, le BCC che hanno deciso di aderire alla Cassa Centrale Banca si sono impegnate a sottoscrivere 611 milioni di aumento di capitale, di cui almeno 110 arriveranno dalle rurali trentine. A queste risorse si aggiungono i circa 500 milioni di patrimonio della capogruppo e delle altre società del sistema arrivando così a superare la soglia del miliardo. Tutto questo però, da impegno formale dovrà tramutarsi in solidità patrimoniale con il versamento reale delle quote. Dunque non tutto è fatto. A queste difficoltà si aggiunge un recente studio di Mediobanca che mette in evidenza, in una sorta di classifica, che almeno 114  banche con “crediti malati”, o se si vuole crediti deteriorati, a repentaglio della stessa stabilità. Tra gli istituti che corrono sul filo del rasoio ci sono la banca di Teramo, la cassa di risparmio di Cesena, BCC Atestina, BCC di Pistoia, Banca popolare della provincia di Salerno, Banca di Credito Cooperativo Paceco, Cassa rurale di Primiero e Vanoi, Cassa rurale della Valle dei Laghi, Cassa di risparmio di San Miniato e molte altre tra cui alcune anche in provincia di Salerno. Situazioni molto delicate dove il rapporto tra crediti deteriorati e patrimonio supera il 100% facendo scricchiolare la banca. Le soluzioni possono essere: un aumento di capitale, la vendita dei crediti deteriorati (con il rischio però di ottenere maxi perdite per la differenza di prezzo), la vendita o l’integrazione con una banca più sana, è stato il caso, in provincia di Salerno, della BCC di Fisciano.  La riforma delle BCC ha nei suoi principali obiettivi il rafforzamento del sistema del credito cooperativo e il raggiungimento di una maggior stabilità. Meno istituti, ma più solidi, è la ricetta indicata. In questa prospettiva va letta la riforma che obbliga le BCC ad aderire ad una capogruppo, cioè una BCC abbastanza grande da avere un patrimonio minimo di un miliardo, contestualmente spinge a processi di aggregazione tra BCC. Rimangono escluse da questo processo le BCC con almeno 200 milioni di patrimonio che possono scegliere la way out cioè pagano allo Stato il 20% delle proprie riserve e deliberano la trasformazione in SPA. Insomma, la riforma del credito cooperativo ha creato un certo scompiglio nell’intero comparto. Da qualche mese infatti le BCC lavorano a progetti di fusione. In tale contesto sta lavorando anche la BCC di Buonabitacolo che, forte di una solidità patrimoniale e con nessun  problema di crediti deteriorati, sta elaborando un progetto di condivisione con una consorella del territorio, altrettanto solida, al fine di costruire la banca di Credito Cooperativo più grande e solida del Mezzogiorno. “Il salto in avanti deve essere fatto con intelligenza e con una prospettiva di crescita che garantisca il futuro della nostra banca – ha riferito il presidente della BCC di Buonabitacolo, l’avvocato Pasquale Gentile – Il processo di aggregazione ci vede impegnati a dialogare, con serietà, con una consorella al fine che si crei quella continuità territoriale in grado di offrire servizi e prestazioni a tutta l’area del basso salernitano ed alla vicina Lucania. Avventure e salti nel vuoto solo per appagare il nostro ego non ci interessano. Per noi, storicamente, ha avuto valore il rispetto tra consorelle ed il principio di mutualità. Questi concetti sono alla base della nuova banca che andremo a costituire. Nell’assemblea del prossimo 7 maggio dialogheremo con la compagine sociale e raccoglieremo la loro decisione. La sovranità decisionale dei soci è un punto imprescindibile del nostro lavoro” ha concluso il presidente Gentile.