Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Riforma del Credito cooperativo. La parola chiave è coesione

di Lorenzo Peluso.

Il tempo è segnato: 3 maggio 2018. Per quella data la riforma del Credito Cooperativo sarà varata e partirà il nuovo corso, senza possibilità di poter fare marcia indietro. Per quella data si dovranno presentare i nuovi gruppi bancari che come prevede la riforma dovranno possedere un patrimonio netto di almeno 1 miliardo di euro. Ma non solo questo. BCC che dovranno siglare un contratto di coesione di fatto accettando poteri di direzione e coordinamento della capogruppo nei confronti delle Bcc aderenti. Il capo della Vigilanza di Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, ha presentato la normativa secondaria sottolineando che è la coesione l’elemento essenziale per raggiungere l’obiettivo della riforma: “mettere in sicurezza una categoria di banche preservandone il carattere mutualistico”. La normativa secondaria garantisce la piena autonomia commerciale ma non quella prudenziale per le BCC. Insomma, leggendo con attenzione il documento, è chiaro che anche le banche di credito cooperativo più grandi e più virtuose dovranno sottostare ai controlli e anche alle ispezioni della capogruppo. Dunque, in tema di adesioni, occorre chiarire che la riforma impone che la nuova capogruppo spa dovrà essere controllata al 51% dalle banche di credito cooperativo ad essa legata e potrà reperire risorse sul mercato fino al 49% del capitale. C’e’ anche la possibilità nelle norme che le bcc cedano il controllo e scendano sotto il 50%, in quel caso servirà un’autorizzazione del Ministero delle Finanze sentita la Banca d’Italia. Le banche di credito cooperativo avranno un maggior peso nella governance della capogruppo bancaria spa cui saranno legate dal contratto di coesione. un fattore non secondario che viene garantito dalla clausola del superamento del tetto del 50% per gli esponenti delle Bcc negli organi della capogruppo. La quota massima la stabilirà lo statuto tenendo conto di una serie di requisiti tra i quali la professionalità e la competenza e la diversificazione dell’organo. “Un aspetto questo che ci da sicurezza per il futuro – ha riferito il direttore generale della BCC di Buonabitacolo, Angelo De Luca, impegnato in questi giorni nella definizione degli aspetti tecnici per l’adesione a Iccrea Banca Capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo – In tale contesto faremo valere il nostro virtuosismo e la nostra solidità. Un valore assoluto per noi il riconoscimento che aver fatto sana e prudente gestione in questi anni di storia della BCC di Buonabitacolo ora, più che mai, è garanzia di solidità e di futuro per i nostri soci e per i nostri clienti” ha aggiunto il direttore De Luca.