Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Riforma del Credito Cooperativo. Acque molto agitate alla BCC di Serino.

redazione

Acqua agitate alla Bcc di Serino. Il progetto di fusione dell’istituto di credito di Serino con le consorelle BCC di Battipaglia e Montecorvino Rovella e BCC di Salerno evidentemente non convince e non piace. L’avvocato Massimiliano Ingino e De Piano Carmelindo hanno indirizzato una nota a tutti i soci: “In qualità di componenti del consiglio di amministrazione della BCC di Serino, scriviamo questa lettera perché intendiamo scongiurare la morte della nostra Banca. Quella che qualcuno sta presentando come una normale fusione, per quanto ci riguarda, altro non è che un assorbimento da parte della Bcc di battipaglia – Montecorvino di tutto il nostro patrimonio e della nostra struttura. Una fine ingloriosa, inevitabile, annunciata e, cosa grave, voluta da chi attualmente detiene la maggioranza nel Consiglio di Amministrazione. La riforma del sistema bancario dello scorso 3 novembre ha infatti chiarito che non ci sono limiti patrimoniali per sopravvivere. Cosa ben diversa rispetto ai rischi paventati circa un anno fa dal governo Renzi quando anche noi, come tanti altri istituti di credito, iniziammo a guardarci intorno per valutare un progetto per entrare in una holding che, si vociferava, dovesse sfiorare i 50milioni di euro. Fu allora che l’ex presidente Massimo Luciano, dimessosi dopo aver constatato la mancanza di unità all’interno del consiglio di amministrazione, avviò per la prima volta una serie di contatti con la Bcc di Battipaglia-Montecorvino e quella di Salerno. Contestualmente, insieme al vice presidente Carmelindo De Piano, ottenemmo un’ottima proposta dalla consorella BCC di Flumeri che, a differenza di quanto ci hanno offerto Battipaglia-Montecorvino e Salerno, aveva avanzato l’idea di una vera fusione con condizioni altamente vantaggiose e paritarie. Se quel discorso è stato interrotto in maniera brusca è stato perché l’attuale reggente dott. Paolo De Vivo, malgrado il nostro telegramma datato 24 settembre 2016, due giorni dopo, declinò senza motivo qualsiasi tentativo di dialogo e fusione con Flumeri”. “Perchè diciamo no al progetto con Battipaglia-Montecorvino e Salerno. Il nostro patrimonio di oltre 10 milioni di euro ci consente di poter tranquillamente rinviare questa operazione e valutare proposte migliori. Ma non solo. Il vero rischio che corriamo votando la pseudo fusione con Battipaglia-Montecorvino e Salerno è quello di salvare Salerno e diventare un semplice serbatoio di Battipaglia. A certificarlo sono le relazioni di Banca Italia – che ha definito come “necessaria l’operazione per Salerno”- ed i tanti articoli della stampa specializzata che evidenziano i dubbi sulla solidità della Bcc di Salerno(leggasi Milano-Finanza del 29 ottobre 2016). Nell’ultimo incontro avuto con l’autorità di vigilanza, la stessa ha ribadito che “se non c’è unità e’ preferibile soprassedere”. I dubbi principali che ci spingono a dire no sono di carattere economico, ideologico, territoriale e futuristico. L’esistenza e la forza di una realtà come la nostra è sempre stata quella di avere attinenza con il territorio e soprattutto la capacità di soddisfare le esigenze di piccoli e medi risparmiatori del comparto agroalimentare”. “Era questa, in fondo, l’idea primordiale che spinse i vari Filippo Cirino, De Feo Gaetano, Raimondo Amoroso, Antonio Colacurcio, Carlo Di Donato, Luigi De Piano, Nicola Rosania, Cirino Giacomo, De Luca Angelo, De Simone Antonio,  Mariconda Nicola, Tedesco Sabato, Filarmonico Angelo e tantissimi altri …. a portare avanti un’iniziativa che nel tempo ha dato lustro, benessere, lavoro e vantaggi economici all’intera valle del Sabato. Benefici che votando in favore di questa fusione spariranno di colpo. Ecco perchè in quest’ottica, sebbene non necessaria, ribadiamo che sarebbe stata più indicata una fusione con la Bcc di Flumeri che non ci avrebbe fatto perdere identità e storia dal momento che ha anche più o meno il nostro stesso numero di soci. I numeri di Battipaglia, invece, dicono che loro hanno cinquemila soci e noi appena milletrecento!  Tradotto in breve significa che, se il 15 gennaio passerà la proposta di fusione, della Bcc di Serino non resterà neppure il nome”. “Da parte nostra, chiunque voterà o sosterrà questa fusione si renderà protagonista di un consapevole suicidio posto in essere per inspiegabili ragioni,  da una realtà solida ed autenticamente libera. Per evitarlo abbiamo la forza del nostro voto. Ecco perché abbiamo scritto e spero che, come me e Carmelindo De Piano, anche tu ti batterai per salvare la nostra Banca” scrivono nella letetra inviata ai soci.

L’incontro informativo sul no si terra il giorno 7 gennaio 2017 alle ore 17.00 presso la Biblioteca Comunale Padre Floro Di Zenzo in Doganavecchia di Serino (AV). Il 15 gennaio 2017, all’Hotel Serino si terrà la votazione definitiva.