Giornale di approfondimento economico della BCC di Buonabitacolo

Restituite la Olivetti, abbiate pazienza.

di Lorenzo Peluso.

Sanza (SA) – Faceva bella mostra di se nella stanza del sindaco, posizionata su un vecchio scrittoio. Un oggetto di antiquariato di rara bellezza che riportava alla mente non solo i tempi che furono, ma soprattutto la storia della comunità. La vecchia macchina da scrivere, una Olivetti dei primi anni ’50, restaurata dall’amministrazione Esposito nei primi anni del 2000. Era un cimelio; usata fino agli inizi degli anni ’70, così ricordano i più anziani, poi finita nel deposito del Comune insieme ad altri mobili dell’arredo municipale. Recuperata per volontà del sindaco di allora, Vittorio Esposito, insieme ad una scrivania, una libreria, uno scrittoio ed una cassettiera, per alcuni anni ha fatto bella mostra di se nella stanza del sindaco. Ha accompagnato gli ultimi anni di quella legislatura, poi gli anni del sindaco Antonio Peluso ed infine, almeno tre anni dell’amministrazione del sindaco Franco De Mieri. Infatti, non è sfuggito lo scorso 11 giugno, giorno in cui la nuova amministrazione Esposito è ritornata al governo del paese, che nella stanza del sindaco mancasse quel cimelio. Da subito è stato chiesto conto agli ex amministratori locali che però facendo “spallucce” hanno detto di non sapere che fine avesse fatto quella macchina da scrivere. Qualcuno ha addirittura detto: “quale macchina da scrivere?”. Chieste spiegazioni ufficiali al comandante dei vigili urbani, si è scoperto che per la scomparsa di quell’oggetto, era stata avviata un’indagine interna dallo stesso corpo di polizia municipale, senza alcun esito. Assurdo verrebbe da dire. Come può scomparire un oggetto così bello e vistoso, senza che nessuno se ne accorga? Probabilmente lo stesso oggetto è stato portato via quando in Comune non vi erano dipendenti o altre persone. In una seduta di Consiglio comunale, una delle prime, a fine estate scorsa, fu chiesto ufficialmente al gruppo di minoranza spiegazione sul destino di quella mitica Olivetti, chiedendo formalmente di verificare se, magari per errore, quell’oggetto appartenete alla comunità, alla storia della gente di Sanza, sbadatamente fosse finito a casa di qualche cittadino di Sanza. “Sbadatamente” sia chiaro.  A questo punto, mi permetterete, in considerazione del mio profondo amore per la cultura, oltre che per senso civico, di lanciare un appello pubblico ai cittadini di Sanza. Considerando anche il mio “lauto compenso”, migliaia di euro all’anno, secondo i “soliti noti”, quelle stesse malelingue che non si sono accorte della scomparsa della mitica Olivetti dalla stanza del sindaco, per svolgere il mio lavoro di consulente al Comune di Sanza, avrei pensato di devolvere il mio “lauto compenso” a colui che restituirà la nostra, dico nostra, della comunità, Olivetti al Comune di Sanza, in modo che possa al più presto ritornare nella sua allocazione, ossia nella stanza del sindaco sul vecchio scrittoio. Lo faccio con grande piacere, davvero. Basterà solo restituirla, accompagnata da una missiva dove mi si indica a chi donare il mio compenso. Intanto, nell’attesa che questo gran signore restituisca a noi tutti quello che non  gli appartiene, l’amministrazione comunale di Sanza, il sindaco Vittorio Esposito, presenterà formale denuncia di scomparsa di un bene della collettività, catalogato tra i beni del comune.